ELFO PUCCINI: La tempesta di Bruni incanta l'anima

Più che una performance teatrale questa "Tempesta" di Shakeaspeare di e con Ferdinando Bruni è un concerto per voce e personaggi. Sulla scena c'è un attore solo - lo stesso Bruni - che dà vita attraverso la sua "macchina vocale" alla storia di Prospero e dei suoi compagni di viaggio. Bruni entra in scena come fosse un imbonitore d'altri tempi, accompagnato da un carro sul quale si trovano - per il momento inanimati - i fantasmi di un Io che si moltiplica all'infinito. Quelle sculture di scena, ideate e realizzate dal bravissimo Giovanni De Francesco, catturano l'anima dello spettatore e la trascinano nel miglior teatro possibile. La "macchina vocale" di Bruni si inserisce a pieno titolo nella ricerca sulla "foné" magistralmente portata avanti dal maestro Carmelo Bene di cui Bruni è sicuramente un ottimo discepolo. E fa piacere vedere che in scena non c'è alcuna differenza tra l'attore in carne e ossa e quelle marionette che tanto somigliano a quelle giapponesi del Bunraku. Bruni offre anima e voce a tutti quei "fantocci" sdoppiando il piano del racconto in uno spettacolo che davvero non si può perdere. Bellissimo.

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