ELFO PUCCINI: Bruni solo in scena per "La Tempesta"

Torna al Teatro dell'Elfo La tempesta di Shakespeare, lo spettacolo pensato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, nuovamente in scena a Milano da martedì al 28 febbraio. Originale e molto riuscita la messa in scena di quest'opera che debuttò nel 1611 a Londra; una lettura innovativa, in cui Bruni offre voce e corpo a tutti i personaggi, supportato unicamente da maschere, fantocci e marionette. Storia del mago Prospero, duca di Milano privato del regno ed esiliato su un'isola sperduta su cui finiranno tutti, nemici e amici, parenti (serpenti) e umanità varia. Isola (palcoscenico?) in cui tesse le trame lo stesso Prospero, che con i propri poteri delinea rapporti e movimenti. Unico obiettivo: la vendetta. Ma i sentimenti, si sa, mutano e l'happy end è sempre in agguato: finirà in perdono e matrimonio tra famiglie (ex)nemiche. Grande attenzione alla lirica nella traduzione, alle cui spalle, molto presenti, risuonano le musiche di Fabio Barovero (Mau Mau) e Mauro E. Giovanardi (La Crus). Bruni e Frongia accertuano l'aspetto magico e nero grazie alla scelta dei fantocci (creati da Giovanni De Francesco), tra il Tim Burton di Nightmare Berfore Christmas e certo teatro giapponese, che si stagliano su una scenografia invece bianca e inquietantemente luminosa. Due servi di scena aiutano nel difficile lavoro di gestione dell'allestimento, al resto ci pensa Ferdinando Bruni, grande carisma e una voce che riesce a dar vita a qualsiasi oggetto/protagonista. La Tempesta è nel suo animo, sempre al confine fra lume (della ragione) e oblio, schiavo/padrone del mondo dei sogni. Prima di tornare alla sua natura umana: «Non ho piu spiriti al mio comando, la mia magia è finita».

.