ELFO PUCCINI: Angels in America. La potenza di un classico moderno

25 anni dopo torna Angels inAmerica, prima a Londra e a Broadway, adesso anche in Italia, sempre nella superba edizione diretta a suo tempo da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, con veterani di allora e alcuni giovani innesti. Nelle più di sette ore divise in due serate cumulabili - Si avvicina il millennio e Perestroika, sottotitolo comune Fantasia gay su temi nazionali - l'autore Tony Kushner intreccia i rapporti tra alcuni esponenti di minoranze più o meno integrate, ebrei, gay, un mormone, un nero, nella seconda metà degli Anni 80, quando esplode il flagello dell'HIV. C'è una coppia di giovani gay di cui uno, malato, è abbandonato dal compagno che non sopporta di vederlo soffrire; c'è una coppia etero in cui il marito, mormone e repubblicano, trascura la moglie sempre più esasperata (lui avrà la rivelazione della propria natura dall'incontro col gay che ha lasciato l'amico sofferente); c'è, unico preso dalla cronaca, Roy Cohn, famoso avvocato specializzato in lavori sporchi per il potere - ebreo, anticomunista, gay non dichiarato al punto di far passare per cancro l'HIV terminale di cui soffre. Cupo sfondo, la politica conservatrice della presidenza Reagan. La prima parte espone con vivacità e dialoghi brillanti le vicende di questi individui. La seconda, scritta un paio di anni dopo, di tono un po' diverso, riflette sulla situazione anche alla luce delle speranze suscitate dall'avvento di Gorbacev. In un'atmosfera più fiabesca, con l'intervento di «angeli» che visitano il malato, i vari conflitti si risolvono, e balena qualche speranza per il futuro.
La superba - lo ripeto - esecuzione, energica, ironica e fantasiosa, conferma la validità di un classico moderno. Non sembra più solo una sfida polemica, per esempio, la disinvoltura con cui sono trattati i rapporti omosessuali. E spicca irresistibile il ritratto del mostruoso Roy Cohn (De Capitani), fiero fino all'ultimo di aver mandato sulla sedia elettrica Ethel Rosenberg, la cui apparizione gli incombe sul letto di morte. Di costui qualcuno ricorderà che a suo tempo contribuì anche a lanciare in affari un certo Donald Trump.

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