ELFO PUCCINI: "Angels in America" e altre belle storie il festival delle esperienze

Ampia come un affresco colmo di figure, un grande romanzo o una serie televisiva. Invece è un'opera teatrale che negli anni 90 sconvolse gli States diventando messinscena di successo, fenomeno di costume, posizione politica assunta per mezzo del teatro. Simile per complessità a una trama di Shakespeare, "Angels in America" di Tony Kushner fu allestita dall'Elfo di Milano (regia di Elio De Capitani e Ferdinando Bruni) dodici anni fa e vista a Napoli in due parti - la prima nel 2007, la seconda nel 2011 - mentre solo una volta (il 5 marzo 2011) il pubblico partenopeo poté osservarla in continuità e per intero: "eccezionale maratona" la definì lo Stabile; "si tratta di un'opportunità irripetibile" allora scrissero i giornali. Ora è tornata, cast rinnovato per metà, riproponendo gli Stati Uniti di Ronald Reagan (edonismo e ipocrisia, nazionalismo e culto dell'immagine) attraverso corpi disfatti dall'Aids (morbo-metafora di un Paese divorato dal consumismo), angeli che cadono dal cielo, cruenti conflitti ideologici e le vicende di donne e uomini che amano e tradiscono, mentono e confessano: tenendo fede alla propria durezza, fino alla morte, o compiendo estremi gesti di pietà. "Angels in America" ha chiesto al pubblico di starsene per più di sette ore seduto in una platea.

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