ELFO PUCCINI: Sette ore nell'orrore degli Usa reaganiani

Non si può definire una novità «Angels in America», testo cult degli anni Novanta di Tony Kushner, premio Pulitzer, poi diventato una miniserie tv di successo con la regia di Mike Nichols. Fu allestito nel 2007 dal Teatro dell`Elfo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, nella sua versione integrale in due parti, «Si avvicina il millennio» e «Perestrojka», per circa sette ore di spettacolo. Adesso, con la stessa produzione, è tornato per il «Napoli teatro festival Italia», al Politeama, con un cast rinnovato a metà.

A rivederlo non sembra aver perso nulla in freschezza e vitalità. Anzi, l`attuale momento politico americano sembra avergli donato una più urgente ragion d`essere: la messinscena aderisce perfettamente alla cifra del testo, a quella sua doppia natura di epopea realistica e psicologica dell`America reaganiana sconvolta dal flagello dell`Aids, da un lato, e di fantasmagoria barocca e ironicamente kitsch dall`altro, con tutto il suo coté angelologico.

Sulla scena quasi nuda, con minimi elementi, e proiezioni video spesso rutilanti, si assiste alle vicende di due coppie: quella di Prior, malato di Aids, e Louis, troppo debole per affrontare la malattia del compagno; e quella di Joe, avvocato mormone e repubblicano, omosessuale represso, e la moglie Harper, dipendente dal valium. Joe e Louis diventeranno amanti, mentre il potente avvocato maccartista Roy Cohn, segretamente gay, si ammala anche lui di Aids e muore, tormentato dal fantasma di Ethel Rosenberg, molti anni prima proprio da lui mandata alla sedia elettrica.

Ci sono poi tutta una serie di personaggi secondari, e molte tirate anti-americane, ma quel che conta è la rappresentazione conflittuale della vita che avanza e prolifera, perfino nella degenerazione («È un cancro - dice qualcuno, riferendosi all`Aids - non c`è niente di più umano di questo») e di tutto ciò - politica, religione, istituzioni - che invece vuole bloccarla, arginarla, in un clima apocalittico rovesciato in parodia.

Uno strepitoso De Capitani torna nel ruolo dell`infido e orrendo reazionario Cohn, ma tutto il cast è di alto e omogeneo livello: tra i «vecchi» attori ritroviamo Ida Marinelli, Cristina Crippa e Sara Borsarelli, mentre i nuovi sono Angelo Di Genio (un Prior di vigorosa espressività), Marco De Gaudio, Alessandro Lussiana, Giusto Cucchiarini e Giulia Viana.

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