ELFO PUCCINI: Trilogia dell'essenziale

  • Trilogia dell'essenziale

Trilogia dell'essenziale è un rigurgito, un atto di ribellione contro le modalità di produzione teatrale degli ultimi anni. Contro la crisi economica del teatro, per contrastare le difficoltà di sopravvivenza delle produzioni indipendenti. Non ci sono soldi? Torniamo a fare teatro con l'essenziale. È un'indagine sulla solitudine, sull'alienazione dell'essere umano contemporaneo, attraverso personaggi 'invisibili', persone qualunque, protagoniste loro malgrado dei tre monologhi. In uno spazio pressoché vuoto Marco Vergani dà corpo e voce alla scrittura funambolica, grottesca, graffiante, cinica e tragicomica di Valentina Diana, con le idee sceniche, i costumi e la direzione creativa di Milena Mancini e la regia di Vinicio Marchioni.

Nel primo testo Renato Cane è un uomo qualunque che sta per morire. Ce lo dice subito. E ci fa ridere. Scopre di avere un tumore e la sua vita precipita. Entra in un'assurda agenzia di pompe funebri dove promettono di vendere l'eternità. Poi un colpo di scena, che non allevierà la solitudine in cui precipita grottescamente. E mentre ridiamo del protagonista, proviamo compassione per un Cane qualsiasi. Bisogna essere leggeri per riflettere su questi argomenti, bisogna potere ridere di un Cane qualunque che muore. Perché ogni tanto fa bene farlo.

È un'altra solitudine quella che ci viene raccontata da Una passione: la storia di ‘un invisibile', di un ultimo, di un povero cristo. Un attore si presenta su un palco vuoto. La replica di un colossal teatrale è saltata e nessuno lo ha avvisato. Ha sempre fatto la comparsa, non ha neanche un nome. Cosa fa un attore senza un ruolo per sopravvivere in scena? Il pubblico è lì e si aspetta qualcosa. Lui dello spettacolo sa poco o nulla. Allora inizia a improvvisare, mettendo insieme pezzi di cose che a malapena conosce con altre che inventa. Ecco il punto. Questo attore realizza lì sopra di esistere davvero, perché ha qualcuno, un pubblico, che per la prima volta guarda solo lui.

La nipote di Mubarak è il racconto di un'altra persona qualsiasi, un altro 'invisibile nel mondo': uno speaker radiofonico spiantato e disilluso stringe amicizia con Abdul mentre mangia il kebab preparato con amore dall'egiziano nel suo negozio pieno di cartoline da l'Egitto. Abdul chiama ‘negro' lo speaker, ribaltando da subito in maniera grottesca ogni rapporto. Un monologo al di là di quello che presumiamo di sapere. Al di là dei nostri confini ideologici, morali e religiosi.

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• Orari: mar-sab 19:30 / dom 15:30
Prezzi: intero € 33 / martedì posto unico € 22 / rid. <25 anni - >65 anni € 17 / under 18 € 13.50 / scuole € 12

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