ELFO PUCCINI: la scuola delle mogli

«La scuola delle mogli è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un'amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi.
M'immagino una scena che è una piazza, come in una città ideale, con la sua prospettiva, la sua geometria. Ma dentro all'abitazione principale vi è una lunga scala di ferro che porta a una camera che è come una cella, una stanza delle torture e vi è un giardino che assomiglia a una gabbia. L'azione avviene nello spazio tra questa casa e un'altra, appartenenti entrambe al protagonista, il quale si fregia di un doppio nome e di una doppia identità, come doppia è la sua natura. Egli è uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un indefesso fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. Al centro una giovane donna cavia di un esperimento che solo una mente maschilista e misantropica poteva escogitare: è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell'ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l'istinto, l'intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei.
Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull'amore. Dove si dice che la natura dà maggiore felicità che non le regole sociali che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini».
Arturo Cirillo

testa
Teatro Gentile da Fabriano Fabriano () 9 febbraio 2019
Teatro Civico La Spezia (SP) 13 - 14 febbraio 2019
Teatro Ariosto Reggio Emilia (RE) 15 - 17 febbraio 2019
Teatro comunale Casalmaggiore (CR) 23 febbraio 2019
Teatro Elfo Puccini Milano (MI) 26 febbraio - 10 marzo 2019
Teatro Raffaello Sanzio Urbino (PU) 12 marzo 2019
Teatro Bonci Cesena (FC) 16 - 17 marzo 2019
Teatro Mercadante Napoli (NA) 20 - 31 marzo 2019
Teatro delle Muse Ancona () 4 - 7 aprile 2019
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