ELFO PUCCINI: Cannibali

Moriamo ogni giorno, ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce. (Lucius Annaeus Seneca)

Lo spettacolo tratta l'esercizio del potere. Come tutte gli accadimenti della vita, anche questo è illusorio, ci induce a crederci vivi, perché assorbe il nostro tempo, le nostre energie e i nostri pensieri. Quello che in sintesi estrema chiameremmo vita.
L'uomo crede di essere vivo e si sente tale solo nel confronto con le cose di tutti i giorni.
Tra le attività che maggiormente alimentano in noi un'illusione di esistenza c'è di certo l'esercizio del potere; questo è forse l'accadimento che più ci spinge nell'illusione, poiché prevede il dominio dell'uomo sull'uomo.

In scena vediamo due differenti abitudini di praticare il potere.
Per l'uomo adulto questo è tangibile perché politico, sociale ed economico.
Il giovane possiede un potenziale; la sua giovinezza è il suo potere. Per lui il futuro è tutto in divenire, tutte le possibilità gli sono concesse e la sua vita è nelle sue mani.
Ciascun individuo lotta per accrescere l'unico dato sensibile che gli conferma d'essere in vita: il potere sull'altro. Ne nasce uno scontro volto all'accumulo di comando.
Ed è la vita a diventare terreno di conquista, far west dove espandere i confini del proprio dominio. Il messaggio è semplice e percorre aspetti solo apparentemente distanti.
Non si deve morire.
Non morire è non mostrare i segni del tempo sul corpo. Non morire è non accettare l'inevitabile decorso biologico. Non morire ci è impossibile.
Soprattutto se si pensa che si inizia a farlo in giorno in cui si viene concepiti.
La resa è ancora una volta l'unica possibilità.

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• Orari: ven-sab 19:30 / dom 15:30
• Durata:55'
Prezzi: posto unico € 15

In questa serie:
Malagrazia
Maledetta metropoli
Stabat Mater
Le vacanze dei signori Lagonia
Cannibali
Bandierine al vento
XY
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