ELFO PUCCINI: lear di edward bond

La riscrittura contemporanea della celebre opera shakespeariana è una riflessione sull'indissolubile rapporto tra uomo e potere. Una parabola della violenza, dell'orrore, delle guerre disseminate nel mondo e dei rapporti di potere, pubblici e privati, che la regia di Lisa Ferlazzo Natoli traduce in scena come una grande favola nera.
Trentacinque personaggi per otto attori con Elio De Capitani nel ruolo di Lear, si muovono su un palcoscenico nudo. Al centro, le sanguinose violenze - linguistiche, fisiche e allucinatorie - che le figure del racconto sembrano destinate a reiterare.

«Lisa Ferlazzo Natoli ha messo in scena il Lear in una sorta di fastoso cantiere. Impalcature di tubi metallici, su cui si allungano veli leggeri. Bond mette a confronto due realtà incomparabili, due sistemi politici anche temporalmente sfalsati, un regime ancien fuori dalla storia e quello rivoluzionario che l'ha abbattuto, senza che nulla sia cambiato nel profondo. Quel muro è sempre lì. Non ci sono poteri buoni. La regia di Lisa Ferlazzo Natoli ne dà conto con una crudeltà davvero "elisabettiana", da "tragedia di vendetta"».
Gianni Manzella, il manifesto

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