ELFO PUCCINI: De revolutionibus

In scena due attori con un carro di Tespi, in una partitura raffinata di gesti e parole, recitano i personaggi di due Operette Morali di Leopardi, per portare amore e ironiche riflessioni sulla nullità del genere umano.
Uno spettacolo sulla miseria come potenziale valore, uno spettacolo sulla miseria come condanna.
Rivoluzione e miseria sono parole che riempiamo di una natura ambigua e paradossale, nell'unica certezza di volerci aggrappare al teatro, fatto di piccole cose, ma capace di grandissime riflessioni sul potere dell'uomo di ribellarsi e, dunque, ritrovarsi. Passeggiando con il Maestro della più amara e saggia ironia, ci disperdiamo giocando con scenari che danno largo all'immaginazione, sperando di far scivolare il pubblico nella finestra di questo "oltre" che ancora in vita ci rimane e che può, con i suoi scherzi, renderci partecipi rivoluzionari del Sentimento del Sublime.

«Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi sono un fenomeno per tanti aspetti unico nel panorama della scena italiana di oggi […] i due procedono sulla strada di un teatro miniaturizzato, meravigliosamente ridotto alle proporzioni di un veliero in bottiglia: nei loro spettacoli, particolarissimi, tutto sembra ingegnosamente rimpicciolito».
Renato Palazzi, delteatro.it

«Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo superano ogni aspettativa con un apologo filosofico in uno spettacolo di grande semplicità formale nonostante un testo arcaico, straniero al teatro, come le Operette Morali di Leopardi».
Anna Bandettini, Repubblica

«Questo non è uno spettacolo che dice ciò che c'è, ma che afferma ciò che manca. E quel che manca è proprio la moralità».
Giulio Sonno, paperstreet.it

«Ne viene una visione poetica e amara assieme, in cui la ridondanza della parola ottocentesca viene ottimamente bilanciata dalla semplicità voluta di scenografia e costumi e dalla gracilità di due corpi umanamente fragili e, al tempo stesso, così ostinati e fieri».
Alessandro Toppi, Hystrio

«Comici, spietati, guerrieri, Carullo e Minasi sono capaci di confrontarsi con testi tutt'altro che facili, incarnandone l'abbacinante plasticità sino a trasfonderne il venefico pessimismo in un teatrino filosofico che sembra presagire certi esiti di Pirandello. Applaudiamo, convinti, non consolati: Leopardi parla ancora a noi e, non lo escludiamo, di noi».
Igor Vazzaz, losguardodiarlecchino.it

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• Orari: lun-sab 19:30 / dom 15:30
• Durata: 60' senza intervallo
Prezzi: posto unico € 15
Repliche per le scuole

In questa serie:
La sirenetta
De revolutionibus
Peter Pan guarda sotto le gonne
Va tutto bene
John e Joe
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