ELFO PUCCINI: Il silenzio dei cassetti

  • Il silenzio dei cassetti

Il silenzio dei cassetti è una drammaturgia a quadri. L'azione diviene attraverso un meccanismo di montaggio che non segue la regola della cronologia, ma dell'accumulo; e non segue neppure la regola della logicità: il piano della realtà, il piano della finzione e il piano del sogno sono tra loro sovrapponibili per costruire delle ipotesi di intreccio in cui il farsi della realtà è piuttosto un punto di vista dei personaggi, che non un racconto. Ogni quadro è potenzialmente ascrivibile a ciascuno dei tre piani, e come tale, contingente rispetto alla storia.
Al centro delle vicende che si intrecciano, piene di vicoli ciechi, ci sono i personaggi di Marinella e Tommaso: la loro lotta per l'affermazione della supremazia e della propria personalità, genera una rete di eventi e di relazioni, vere o presunte, che di fatto ne modificano le esistenze.
Ma sono proprio i vicoli ciechi i veri conduttori del senso. L'accostamento delle immagini, delle problematiche quotidiane, delle inconsapevolezze sociali e politiche dei personaggi, parla di un mondo in cui il bene e il male sono categorie sfumate; di un mondo in cui la precarietà è la regola della convivenza civile; di un mondo in cui le contrapposizioni ideologiche sono tanto un prodotto televisivo, quanto possono divenire oggetto di un'indagine intima e profonda lunga una vita.

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