ELFO PUCCINI: Café Berlin

«Siamo a Berlino, nel periodo a cavallo tra la Repubblica di Weimar e l'avvento del nazismo», spiega il regista di questo spettacolo del Teatro della Contraddizione che, pur tornando in scena nella sala dov'è nato, entra a pieno titolo nella stagione dell'Elfo Puccini.

«Siamo in quei kaffè dove la decadenza si aggrappa alle pareti - continua Marco Maria Linzi - dove la musica zoppica a ritmo del disagio che si mastica e della diversità che si beve. O forse non siamo né a Berlino né a Milano, né nei primi del Novecento né nei primi del Duemila. Non ci siamo e basta, sospesi, sbattuti, gravitanti in uno spazio che diventa un gioco di specchi...
Café Berlin è abitato da personaggi che oscillano tra essere qui ed essere altrove, tra essere nella propria Prigione/Rifugio e nel Bordello/Desiderio. Tra balli, canti, reggicalze e vestitini succinti. Tra sprofondamenti e lingue che inumidiscono labbra protratte verso il peggior offerente.
Sul pubblico vive una sorta di silenziosa voce narrante, un misto tra un profeta illuminato e un poeta visionario: Kurt Tucholski, voce della repubblica di Weimar, traccia del percorso di questo spettacolo, figura emblematica di quel tempo e forse anche del nostro, simbolo dell'utopia dell'arte, di quella che prova ad essere utile. "Uno che ha fallito, ma con gusto"».

testa
• Orari: mar-sab 20:45 / dom 16:00
• Durata: 180'
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