ELFO PUCCINI: Nuove Storie

  • Nuove Storie

Quarta edizione per la rassegna programmata in sala Bausch che porta alla ribalta giovani talenti, compagnie emergenti, gruppi indipendenti che vogliono stimolare un nuovo pubblico. Un pubblico che in questi anni è già molto cresciuto, sempre più trasversale e inter-generazionale.
Testi originali, autori stranieri che il teatro italiano sta scoprendo e una "prima" davvero speciale: Faust Marlowe burlesque, un copione che ha segnato (e scandalizzato) il teatro del secondo Novecento, "riscoperto" per l'occasione e proposto come inaugurazione. È sempre la parola il nucleo generatore di queste "nuove storie" di oggi e di domani. Il primo titolo riprende un testo di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti, scritto per Carmelo Bene e Franco Branciaroli nel 1976 e mai più rappresentato da allora. Ricco di parole, di sottintesi, di seduzioni antiche, racchiude parti di Christopher Marlowe e di Wolfgang Goethe, ma anche di Cime Tempestose e di altre opere letterarie. A riportarlo in scena è il regista Massimo di Michele, protagonista con Piergiuseppe Di Tanno.
Drammaturgia britannica e giovani interpreti con Road Movie, testo di Godfrey Hamilton diretto da Sandro Mabellini, e After the end di Denis Kelly. Il primo è un viaggio coast to coast che il trent'enne Joel affronta per rivedere il compagno, tra paura di amare e paura dell'Aids. Un vero tour de force per il protagonista, un bravissimo Angelo Di Genio, che interpreta tutti i personaggi dialogando con un fuoriclasse del violoncello Piero Salvatori.
After the end, che chiude il programma '14/15, è invece una vera e propria black comedy, diretta da Luca Ligato, che vede in scena Valeria Perdonò e Alessandro Lussiana, un altro attore del vivaio degli "history boys", qui impegnati in uno scontro serrato e spiazzante tra le mura di un rifugio antiatomico.
Filippo Renda e il gruppo Idiot Savan/Ludwig tornano in sala Bausch (avevano proposto un convincente Shitz, pane, amore e...), questa volta con un progetto di riscrittura e attualizzazione del George Dandin di Molière, che diventa un Marito smarrito nella sua malattia ossessiva, senza perdere nulla della comicità travolgente dell'originale.
Gli altri titoli sono fondati su drammaturgie originali, nate in seno al lavoro di ricerca delle compagnie e traducono nei linguaggi della scena temi necessari e urgenti, senza mai tradire la teatralità più coinvolgente. È il caso della sperimentazione dei Fratelli Dalla Via, "piccola impresa famigliare che costruisce storie", vincitrice con Mio figlio era come un padre per me del premio Scenario 2013 e del Premio Hystrio 2014. Ironia tagliente, a volte raggelante, per raccontare i conflitti generazionali di una ricca famiglia del nord-est.
Anche Filippo Gili (autore) e Francesco Frangipane (regista) ci portano con Prima di andar via in un interno di famiglia. Tutto sembra bello, normale e felice, finché un figlio affonda un colpo inaspettato, impensabile... Uno spettacolo salutato come "un pezzo di drammaturgia contemporanea destinata alla classicità", con "una regia che lavora sugli attori tra le pieghe dei respiri, una ritmica delle emozioni che spezza il fiato al pubblico".
Batignani, Faloppa e Tintinelli si sono associati in una "compagnia di complesso" per condurre un'indagine nelle case Case di Riposo per Artisti di Milano e Bologna e recuperare memorie nascoste e dimenticate. Ne è scaturita una commedia amara, Tu, eri me, costruita con i codici espressivi e le regole prospettiche del Teatro all'antica italiana, quel teatro d'attore ottocentesco, a conduzione famigliare, (destituito nel secondo dopoguerra dal teatro di regia) fatto di tela dipinta, legno, lampadine e tanta carta.
Preghiera. Un atto Osceno è l'ultimo lavoro di Phoebe Zeitgeist, scritto e interpretato da Margherita Ortolani. Un intenso lavoro sulla malattia e sull’istituzionalizzazione dei fatti più gravi della nostra esistenza, che apre la sezione Contagio_Relazioni intercorse tra Milano e Palermo. È un progetto che la stessa compagnia ha curato lo scorso anno allo Spazio Tertulliano e ripropone in sala Bausch. Desideranza dei Teatrialchemici e Chi ha paura delle badanti? di Sutta Scupa completavano il trittico di Contagio, ma per questa ripresa in sala Bausch si aggiunta Paranza. Il miracolo, un testo di Katia Ippaso messo in scena da Clara Gebbia.

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