ELFO PUCCINI: Postille a favore della conclusiva brevità

Post dictum
Postille a favore della conclusiva brevità

Da Esopo, più di cinquecento anni prima di Cristo, a Apuleio nel II secolo le comunità degli animali sono state rappresentate come specchio e simboli dell'umana convivenza. Ma l'umano non segna il proprio territorio nell'antagonismo solo per condividere una gerarchia, ma illuminato dal libero arbitrio, stipula un patto, un freno alla sovranità dell'io cosciente. L'umano stabilisce delle regole, delle leggi, oltre la natura, che trattengano la volontà di dominio di una comunità sull'altra. Il lavoro di Juan Mayorga (secondo la regia di Jacopo Gassmann) si interroga ben oltre la facile e superficiale visione diretta della "presenza del nemico", e vale anche per questo spettacolo la raccomandazione di Italo Calvino: "È sempre in un rifiuto della visione diretta che sta la forza di Perseo, ma non in un rifiuto della realtà del mondo di mostri in cui gli è toccato di vivere, una realtà che egli porta con sé, che assume come proprio fardello". Ovvero il distacco: cioè guardarsi guardare il mondo. Solo vedendo l'immagine riflessa sullo scudo dell'orrida Gorgone Perseo riesce a vincere Medusa, assumerla pertanto come proprio fardello.

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