ELFO PUCCINI: la ballata del carcere di reading

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Nel 1895 Oscar Wilde, in seguito a una causa per diffamazione da lui intentata al Duca di Queesberry, fu a sua volta accusato di comportamento contrario alla morale pubblica e condannato a due anni di carcere, che scontò nella prigione di Reading. Questa terribile esperienza è all'origine della Ballata del carcere di Reading, una delle sue opere più autentiche e scopertamente sincere. La ballata è un lamento poetico in due momenti: l'impiccagione di un giovane detenuto, il rituale assurdo e feroce dell'esecuzione, e la meditazione, profondamente religiosa, sul male e la redenzione.

Orsini, Marini, De Capitani: tre artefici per uno spettacolo con una strana genesi. L'idea nasce dall'incontro di Umberto Orsini e Giovanna Marini in un altro spettacolo, Urlo di Pippo Delbono, dove Orsini aveva portato la sapienza dei suoi frammenti di Wilde e Shakespeare e Giovanna la sua antica esperienza del canto degli umili.
Nel progetto è stato poi coinvolto Elio De Capitani che aspettava solo un'ultima spinta per affrontare qualcosa a cui pensava da tempo, "il dilemma, o meglio il paradosso di Wilde". Così nel 2005 lo spettacolo ha preso corpo, andando in scena nel mese di giugno al Festival AstiTeatro (co-prodotto allora Emilia Romagna Teatro Fondazione e dal teatro Eliseo).

The ballad of Reading gaol si presta a una messinscena? "Credo proprio di si - rispondeva allora il regista - perché in un certo senso lo è: è una messinscena complessa, ritualmente complicata, dove una volta ancora l'attrazione fisica si sublima in canto e il canto sublima la sofferenza in bellezza". E l'esito dello spettacolo - che torna ora in scena all'Elfo Puccini per volontà della Compagnia Umberto Orsini - ne ha dato una conferma definitiva.

"Dall'annullamento di ogni enfasi, dal lucido controllo ricercato dall'ottimo Orsini ha scritto Magda Poli sul Corriere della Sera - si esalta l'orrore per la crudeltà della vita in prigione, la pietà e la simpatia, in senso etimologico di sofferenza partecipata e schierata, per il mondo dei reietti. La voce di Giovanna Marini cesella in cinque ballate le suggestioni del poema, con la sua musica colta e popolare che unisce evocazioni di antichi temi irlandesi a Lieder schubertiani. L'allestimento scarno e la bravura degli interpreti esaltano la voce di Oscar Wilde che chiede rispetto per ogni essere umano, anche se assassino".

AVVISO AGLI SPETTATORI
La compagnia Umberto Orsini ha deciso di sostituire, per problemi tecnici, lo spettacolo La leggenda del grande inquisitore, in programma dal 5 al 18 maggio in sala Fassbinder, con La ballata del carcere di Reading, che debutterà martedì 6 maggio nella stessa sala.
Chi avesse già acquistato un biglietto per la Leggenda del grande inquisitore (compresi gli abbonati) è pregato di rivolgersi al nostro botteghino entro e non oltre il 1˚ marzo per il rimborso o la sostituzione.

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• Orari: lun-sab 21:00 / dom 16:00
• Durata: 60' senza intervallo
• Prezzi: Intero euro 30.50 - Martedì biglietto unico euro 20 - ridotto <25 anni - >65 anni euro 16 - gruppi scuola euro 12
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