ELFO PUCCINI: il dolore

Cari spettatori,
il direttore artistico del Teatro Stabile di Genova, Carlo Repetti, ci ha scritto oggi: "È con vero, profondo dispiacere e scusandomi con tutti voi per il disagio che questa mia lettera porterà ai vostri teatri, che devo annunciarvi la forzata rinuncia a tutta la tournée de "Il dolore" a causa dello stato di salute di Mariangela Melato."
La lettera era indirizzata a Fiorenzo Grassi, Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, nella qualità di direttori del Teatro dell'Elfo, nonché ai direttori di altri importanti teatri italiani, che avevano fortemente voluto in cartellone la straordinaria interpretazione della nostra carissima amica Mariangela Melato.
La lettera prosegue: "Inutile che io vi dica tutto il mio dispiacere, soprattutto per Mariangela, che sono sicuro dopo questo periodo tornerà sui nostri palcoscenici. Il mio dispiacere - soltanto un po' attenuato dalla considerazione che so essere anche vostra che la salute è un ben assolutamente primario su ogni altra esigenza - è di arrecare (ad alcuni di voi per la seconda volta), un disagio nelle programmazioni e nei confronti del pubblico".

Per noi dell'Elfo l'assenza di Mariangela è doppiamente dolorosa, per il legame affettuoso - umano e artistico - che da anni ci lega a lei. Fin dai tempi del debutto al Festival dei Due Mondi '93 di Spoleto di Un tram chiamato desiderio di Tenneesee Williams (il primo lavoro in cui De Capitani ha diretto Mariangela Melato), a cui sono seguite le regie a quattro mani con Ferdinando Bruni, ultima delle quali L'anima buona del Sezuan di Brecht nel 2009. Un motivo in più di dispiacere è legato alla particolare attesa che nutrivamo per questo spettacolo: fu infatti Ferdinando Bruni a suggerire nel 2009 l'idea del testo della Duras a Mariangela e, sia lei che noi tutti, avevamo particolarmente a cuore queste repliche milanesi.

Nel rivolgere a Mariangela Melato gli auguri più fervidi di pronta guarigione, ci rivolgiamo anche a voi spettatori, scusandoci per il disagio e pregandovi di aver un poco di pazienza affinché vi si possa rendere nota la nostra proposta di sostituzione dello spettacolo in abbonamento, che ci auguriamo di tutto cuore troverà il vostro gradimento.

I 130 mila spettatori che ci hanno sostenuto la scorsa stagione e le altre migliaia che stanno prenotando in questi giorni al botteghino sono la testimonianza della grande attenzione del pubblico per il cartellone e le nostre scelte artistiche. Vogliamo testimoniare a nostra volta, anche con questa lettera, attenzione e rispetto nei confronti del pubblico, primo garante della nostra libertà di artisti indipendenti e della forza di questo teatro d'arte contemporanea, divenuto Impresa sociale senza scopo di lucro nell'ottobre 2011, per meglio adempiere alla sua missione.

Milano 20.09.2012
LA DIREZIONE
Ferdinando Bruni - Elio De Capitani - Fiorenzo Grassi

Mariangela Melato è la protagonista di uno degli spettacoli più originali e fortunati delle ultime stagioni.
Non si tratta di un testo teatrale, ma di un diario-romanzo che Marguerite Duras scrisse in prima persona, prendendo spunto da un drammatico periodo della sua vita. Entrata insieme con il marito Robert Antelme nella Resistenza antinazista (il loro gruppo era comandato da François Mitterand), la Duras trascorse, infatti, i lunghi mesi tra il giugno 1944 e il periodo immediatamente seguente la fine della guerra in attesa del marito, arrestato con la sorella dai nazisti e deportato a Dachau.
È in questa cornice storica che si consuma una tragedia insieme personale e universale. In una Parigi primaverile, in festa per la fine del conflitto mondiale, Marguerite si aggira sconvolta, come molte altre donne dei prigionieri e dei deportati che attendono notizie dei loro uomini.
Ansia e speranza, gioia e dolore; ma intanto l'esistenza di ogni giorno prosegue, perché – dice la Duras – si è costretti comunque a vivere.
«L'attesa in cui vive la protagonista di Il dolore – dice Mariangela Melato – è identica a quella di tutte le donne che aspettano, non solo in un momento di guerra, ma nei momenti di abbandono, di sofferenza interiore, e testimonia una capacità di sopportazione tipicamente femminile che mi ha molto colpito. Non mi interessa tanto il racconto, la narrazione della storia, ma la descrizione dello stato d'animo della protagonista, che è comune a tante donne, quel sapere attendere, quel rimuginare sull'attesa, quell'essere fragilissime nella sensazione dell'abbandono, della paura del dolore, ma insieme in realtà tenaci come solo le donne sanno essere».
Il dolore segna l'incontro di Mariangela Melato con Marguerite Duras in un dramma che ha la struttura del monologo e la forza espressiva di una riflessione universale sulla Storia, sulla condizione femminile e sui sentimenti umani.

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• Orari: mar-sab 21:00 / dom 16:00
• Durata: 70'
• Prezzi: Intero euro 30.50 - Martedì biglietto unico euro 20 - ridotto <25 anni - >60 anni euro 16 - gruppi scuola euro 12
• 22 aprile 2013 ore 21:00, sala Shakespeare: Il dolore. Il teatro di Mariangela Melato sullo schermo
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