ELFO PUCCINI: luna palace

  • luna palace

L'opera.
Pierluigi Calignano
La prossima volta
2010
installazione site specific
materiali vari

Per la grande parete del foyer, Pierluigi Calignano ha creato l'installazione site specific La prossima volta.
L'opera nasce da una riflessione dell'artista sulla specificità del teatro e dal tentativo di bloccare il tempo e la memoria. Collocata nel luogo destinato all'attesa o a rapide soste, La prossima volta rappresenta un meticoloso work in progress a cui Calignano ha continuato a lavorare anche nei mesi successivi alla sua inaugurazione.
Come un metronomo che scandisce il tempo, l'installazione affonda le radici nella storia del teatro Elfo Puccini – alcuni degli elementi di cui si compone provengono dal cantiere di ristrutturazione dell'edificio, sede storica del Puccini – ma proietta al contempo i visitatori in una nuova dimensione temporale. Il teatro è, nelle parole dell'artista, "un luogo sospeso nel quale le cose si succedono, un interstizio che trattiene atmosfere, tracce di storia, memoria di eventi accaduti o di presenze che da lì hanno transitato".
Assi di legno accostate apparentemente in modo casuale, disegni lasciati volutamente incompleti, tracce di qualcosa che non c'è più, si susseguono, come se l'artista avesse trasportato il suo taccuino di studi e appunti su una delle pareti del teatro, ingigantendolo ad una misura impossibile e fuori scala. I pensieri diventano disegni, i disegni diventano sculture. L'opera vive e si impone alla presenza fisica dello spettatore che condivide così con il suo autore pensieri e intuizioni.

L'artista.
Pierluigi Calignano (Gallipoli, 1971) è artista visivo.
La sua ricerca si trova all'incrocio tra scultura e installazione, nel luogo in cui le forme occupano spazi temporanei, quasi sempre definiti da materiali leggeri. Le sue sono inizialmente immagini fantastiche che diventano concrete grazie a semplici quanto sofisticate procedure costruttive.
«La mia ricerca artistica si basa sull'analisi delle apparenze fenomenologiche del reale attraverso la sostituzione dei valori d'uso e di significato negli oggetti e nei materiali.
L'aspetto formale dei miei lavori è in gran parte generato attraverso calcoli matematici e l'impiego di forme geometriche con caratteristiche strutturali, in modo che lo spazio intorno alle mie opere, nella sua interazione con esse, venga coinvolto come facente parte dell'opera stessa, con le medesime funzionalità dinamiche e semantiche. Il mio lavoro ruota intorno all'esigenza di creare oggetti e installazioni senza un unico livello di interpretazione, con un significato aperto all'esperienza dello spettatore, attraverso l'uso di materiali sia convenzionalmente scultorei che elementi effimeri come il suono e la luce.
Le mie opere non sono mai legate a un evento compiuto; interagiscono e si completano nel momento in cui vengono realizzate e prendono forma nello spazio. Le tracce del processo di costruzione rimangono spesso visibili nell'aspetto finale. Il potenziale creativo, la somma di tutte le possibilità derivanti lungo il percorso della genesi dell'opera, sono messi a disposizione dello spettatore, che assume il ruolo di testimone in grado di ricostruire l'evoluzione del progetto. I risultati finali delle opere e delle mie ricerche sono fortemente legati a una sensazione di sospensione del significato e del tempo, che porta in sé una molteplicità di ulteriori possibili sviluppi».

Il progetto.
La prossima volta è stata prodotta nell'ambito di Luna Palace un progetto dell'associazione d'arte contemporanea Careof DOCVA per il teatro Elfo Puccini, a cura di Chiara Agnello e Roberta Tenconi, nato in occasione dell'apertura della nuova sede del teatro nel 2010.
Luna Palace prevede una serie di interventi d'artista in dialogo con la programmazione del teatro e con il suo pubblico, atti a trasformare o ripensare aree normalmente non occupate dalla rappresentazione scenica in scatole magiche. Il titolo richiama infatti la struttura esistente nel 1902 dove oggi ha sede l'Elfo Puccini: una grande sala frequentata da un pubblico popolare ed eterogeneo, luogo dei più vari spettacoli teatrali ma anche pista per pattini a rotelle, toboga, tiro a segno, sala da ballo, baraccone da fiera…

L'organizzazione.
Careof è un'organizzazione non profit per la promozione della ricerca artistica contemporanea attiva a Milano dal 1987. Careof produce e presenta mostre, eventi, videoscreening. Promuove un programma di didattica attraverso workshop, conferenze e laboratori per utenze diversificate. Svolge inoltre servizi di documentazione e archiviazione sulle arti visive attraverso il centro specializzato DOCVA Documentation Center for Visual Arts.
L'associazione ha sede alla Fabbrica del Vapore di Milano, dove cura e gestisce il programma di residenze per creativi FDV Residency Program.

L'opera.
Davide Savorani
No time to show (Club Epoc-)
2011
neon

Per il teatro Elfo Puccini, Davide Savorani ha ideato Club Epoc- un intervento presentato nella sala Pina Bausch il 26 e 27 maggio 2011, in collaborazione con i performer Marco Mazzoni (Kinkaleri), Michelangelo Miccolis e il ricercatore in filosofia Diego Donna. Sviluppato contemporaneamente alla mostra Green Room presso Careof DOCVA, Club Epoc- ne ha condiviso le riflessioni sul concetto di ‘epoché', inteso come ‘sospensione del giudizio'. Per due sere consecutive la sala teatrale è divenuta una zona attiva e di produzione, allestita con alcuni elementi scenografici selezionati dal magazzino del teatro stesso: residui del passato che, svincolati dallo spettacolo, hanno assunto un nuovo ruolo. In questo set, illuminato dalla frase al neon No time to show, un club di figuranti, guidato dal coreografo Marco Mazzoni, è stato impegnato nelle prove di una possibile performance che non ha mai avuto luogo.
Nei due giorni di apertura di Club Epoc-, il pubblico ha condiviso lo spazio con i performer, le sculture, i costumi e gli oggetti di scena: un ambiente instabile, un contesto dinamico dove è stata messa in luce la fase di lavoro che precede l'esibizione. Il backstage è diventato on stage.
La scritta al neon No time to show, parte fondante di Club Epoc-, adesso installata in alto su una delle travi, rappresenta per il visitatore che si aggira tra i corridoi del teatro un monito estremo.

L'artista.
Davide Savorani (Faenza, 1977) è artista visivo. Dopo essersi diplomato all'Accademia di Belle Arti di Ravenna, ha preso parte come performer a progetti con la Socìetas Raffaello Sanzio, Kinkaleri, Fanny&Alexander, ZimmerFrei e Invernomuto.
Savorani realizza installazioni in cui si combinano diversi media: il disegno, la scultura, la fotografia e la performance.
Il carattere attivo, processuale e relazionale presente nella sua pratica, è una risposta alla nozione dello spazio espositivo inteso come un'area statica per oggetti inattivi. «Essere in un teatro, prima come spettatore e poi come performer, mi ha permesso di entrare fisicamente all'interno di quello spazio in cui realtà e artificio collidono e contemporaneamente si mischiano. La macchina scenica, con le sue dinamiche che si sviluppano alle spalle dello spettacolo, mi ha portato a riflettere sulla relazione tra l'opera e lo spazio cui è stata destinata, in cui prende vita.
Ogni luogo è connotato da un carattere flessibile, che ci consente di gravitare attorno a questo spazio proiettandovi simultaneamente un tempo illusorio, collocato altrove. Al sito – termine interessante la cui etimologia rimanda al lasciar andare, allo stabilirsi e all'ammuffirsi – sovrappongo una situazione e un carattere temporale che sono in relazione ad esso e alla sua potenziale alterità. Quest'attitudine non mira al nascondimento: al contrario, ciò che mi interessa è proprio l'azione del sovrapporre, come fossi uno spettatore con lo sguardo rivolto verso una linea che si colloca tra lo stage e il backstage. In questa intersezione fondo il punto di partenza della mia ricerca».

Il progetto.
L'opera No time to show (Club Epoc-) è stata prodotta nell'ambito di Luna Palace un progetto dell'associazione d'arte contemporanea Careof DOCVA per il teatro Elfo Puccini, a cura di Chiara Agnello e Roberta Tenconi, nato in occasione dell'apertura della nuova sede del teatro Elfo nel 2010.
Luna Palace prevede una serie di interventi d'artista in dialogo con la programmazione del teatro e con il suo pubblico, atti a trasformare o ripensare aree normalmente non occupate dalla rappresentazione scenica in scatole magiche. Il titolo richiama infatti la struttura esistente nel 1902 dove oggi ha sede l'Elfo Puccini: una grande sala frequentata da un pubblico popolare ed eterogeneo, un luogo dei più vari spettacoli teatrali, ma anche una pista per pattini a rotelle, un toboga, un tiro a segno, una sala da ballo, un baraccone da fiera.

assonometria elfo puccini
assonometria
sezione longitudinale principale elfo puccini
sezione longitudinale

Le tre sale avranno queste caratteristiche:
la sala Shakespeare, ricavata dal corpo principale dell'immobile, con platea a gradinata da 500 posti (n.1 nella sezione), palcoscenico e torre scenica (n.2 nella sezione) che sfruttano le ampie dimensioni dell'originale (16,60 m di larghezza x 21,90 m di altezza x 14,50 m di profondità)
la sala Fassbinder da 200 posti con scena integrata alla platea, ubicata sotto alla gradinata della sala grande (n.3 nella sezione)
la sala Bausch da 100 posti realizzata negli spazi dell'ex cinema Fiammetta

torrescenica 2006 elfo puccini
torre scenica e gradinata nel 2006

Oltre a queste sale, moderne e tecnologicamente avanzate, la struttura sarà dotata di grandi spazi per gli spettatori con foyer, caffetteria, guardaroba, archivio e mediateca, nonché laboratori, sartoria, magazzino, sala di registrazione, regie tecniche audio-video-luci, uffici e sale riunioni.

torrescenica 2008 elfo puccini
torre scenica e gradinata nel 2008
testa
Careof DOCVA, Organization for Contemporary Art
Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4, Milano
www.careof.org - www.docva.org
Careof è un'organizzazione non profit per la promozione della ricerca artistica contemporanea attiva a Milano dal 1987. Careof produce e presenta mostre, eventi, videoscreening. Promuove un programma di didattica attraverso workshop, conferenze e laboratori per utenze diversificate. Svolge inoltre servizi di documentazione e archiviazione sulle arti visive attraverso il centro specializzato DOCVA Documentation Center for Visual Arts. L'associazione ha sede alla Fabbrica del Vapore di Milano, dove cura e gestisce il programma di residenze per creativi FDV Residency Program
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