ELFO PUCCINI: Iancu, un paese vuol dire

Una domenica d’agosto del 1976 il bandito Mesina, fuggito dal carcere di Lecce, viene riconosciuto mentre si nasconde nelle campagne di un paese del Salento. Inizia così una furibonda caccia all'uomo che coinvolge le forze dell'ordine e tutti gli abitanti, bambini compresi. Ed è proprio attraverso gli occhi di un bambino di otto anni che viene ricostruito uno strano e deformato affresco degli anni Settanta, del profondo Sud, degli scontri politici, dei primi scioperi generali, di un'infanzia e degli inganni e illusioni che la circondano. Un mondo di figure mitiche, contadini, preti, nonni, libellule, giornaletti e una gran voglia di diventare grandi, chissà poi perché. Una saga divertente, che racconta la storia di un’Italia scomparsa e dimenticata.

↑ torna su ↑
• Orari: mar-sab 20:00 / dom 15:00
• Durata: 70' senza intervallo
• Prezzi: Posto unico euro 15
• LA VETRINA DEL TEATRO PUGLIESE VA IN SCENA ALLA SALA BAUSCH GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE TRA TEATRO ELFO PUCCINI E TEATRO PUBBLICO PUGLIESE NELL’AMBITO DEL PROGETTO INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA SCENA [PO FESR PUGLIA 2007-13 ASSE IV].

In questa serie:
Have I none (non ne ho)
Iancu, un paese vuol dire
Muccia
Sogno di una notte di mezza estate
.