ELFO PUCCINI: PHOEBE ZEITGEIST APPARE A MILANO

  • PHOEBE ZEITGEIST APPARE A MILANO

Blut am Hals der Katze (Sangue sul collo del gatto, 1971) tematizza l'inaffidabilità e l'insufficienza del linguaggio in un'epoca dove è l'incomunicabilità a farla da padrona, ed è accostabile, nella sua struttura e nelle sue tesi, a una certa drammaturgia concettuale e sperimentale di quegli anni (Peter Handke, Botho Strauss). Ma, trattandosi di Fassbinder, tutto è più corporeo, livido e violento. Quello che l'opera di Fassbinder apporta di nuovo a questo dibattito, alimentato dall'arte di molte neo-avanguardie degli anni sessanta e settanta, sta nell'ampiezza della sua critica che non denuncia soltanto la reificazione del linguaggio, ma bensì la reificazione di tutto l'universo dei rapporti umani. La didascalia con cui il dramma si apre è già un compendio di tutti i suoi contenuti: Scena da boulevard. Phoebe Zeitgeist siede immobile in una poltrona. Dall'altoparlante una voce maschile: Phoebe Zeitgeist è stata inviata sulla terra da una stella lontana per scrivere un reportage sulla democrazia tra gli uomini. Ma Phoebe Zeitgeist ha qualche difficoltà: non capisce il linguaggio umano benché ne abbia imparato le parole. Phoebe Zeitgeist è dunque una sorta di "aliena-sociologa" e ha, già nel nome, tutto un particolare significato simbolico. La sua funzione è quella di far emergere lo zeitgeist (spirito del tempo) in cui è atterrata. Phoebe Zeitgeist è giunta sulla terra nuda e così, come altri personaggi fassbinderiani, patisce il freddo e gli sguardi, a volte pruriginosi e molesti, altre accusatori e disapprovanti di coloro che incontra.

GIUGNO 2011 Si è partiti dalla realizzazione di cinque Happening: cinque diversi performer di entrambe i sessi hanno interpretato il "ruolo" di Phoebe Zeitgeist – o meglio, lo hanno messo alla prova nella realtà della città che abitiamo, Milano. Attorno a lei altri componenti del gruppo osservavano, sorvegliavano, scattavano fotografie, realizzavano video riprese e la curatrice-dramaturg scriveva un diario in diretta.

GIUGNO 2012 Il materiale raccolto in questa prima fase sarà poi rielaborato fino a divenire una video-foto installazione teatrale abitabile che, in occasione del trentesimo anniversario della morte di Fassbinder (12 giugno 1982), sarà esposta all'interno dell'opera del grande artista tedesco Wolf Vostell La Quinta del Sordo (1974) al piano interrato della Fondazione Mudima di Milano.
Le cinque azioni di strada, riprese in video, saranno montate e sottotitolate dal diario della curatrice. Diventeranno così cinque televisori su piedistallo circondati dal materiale fotografico inerente alle performance. Quest'installazione diventerà poi una quinta ideale, sita sul fondo della piscina svuotata di Vostell, per ospitare altre azioni fassbinderiane: i brevi interventi teatrali e musicali che diversi artisti doneranno a questo luogo.

Giuseppe Isgrò - PZT
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