Dramma inedito in Italia e terza regia di Tennessee Williams firmata da Elio De Capitani, La discesa di Orfeo (intitolato Pelle di serpente nella versione cinematografica di Sidney Lumet) è un testo del 1957 che rimanda all’oggi, alle convulsioni degli anni attuali.
Racconta l'incontro impossibile tra Val, musicista vagabondo, uomo da marciapiede con chitarra e giacca di pelle di serpente, e Lady, una donna più matura di lui e prigioniera di un matrimonio infelice. Uno scandalo intollerabile per il piccolo paese razzista e violento nel quale vivono i due amanti. Meglio sarebbe per Val assecondare le proposte della giovane miliardaria Carole Cutrere e fuggire con lei. Ma, come un moderno Orfeo che tenta di salvare la sua Euridice, sceglie la via più difficile per finire fatto a pezzi dai fanatici del paese, con tutti i sogni di una vita migliore.
De Capitani torna a indagare il teatro di Williams a quasi vent'anni dall'allestimento del Tram chiamato desiderio con Mariangela Melato per il Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1993.
L'Elfo rivolge ancora una volta l’attenzione alla drammaturgia statunitense, indagando quanto della storia e della società americana si rifletta sulla nostra storia attuale.