Debuttato a Spoleto nel settembre 2009 in occasione dei 70 anni del regista statunitense, il progetto - che riunisce tre atti unici - è nato dalla collaborazione di diverse realtà internazionali. I testi sono affidati a registi dalle provenienze eterogenee, proprio perché il filo rosso che li lega è il tema del pregiudizio razziale che si ripropone uguale a tutte le latitudini.
Nel primo spettacolo della trilogia, Gupta, l'indiano del titolo, è appena arrivato dal suo paese natale per visitare il figlio che vive a New York. Non parla altro che Hindi e solo alcune parole straniere. Mentre aspetta un autobus per il Bronx, si avvicinano due giovani, Joey e Murph, che cominciano a prenderlo in giro. Le provocazioni e gli insulti iniziali, gradualmente portano a una escalation di rabbia e violenza.