La più celebre delle commedie di Molière nella graffiante versione di una delle compagnie più premiate del teatro italiano, il Teatro delle Albe che ha fatto della reinvenzione dell’antico, tra tradizione e visionarietà, uno dei segni distintivi del proprio lavoro.
“Non si entra in Molière senza conseguenze”, ha scritto Cesare Garboli. La lezione di Molière è più che mai attuale, con quella netta capacità di penetrare il male in tutte le sue forme, sociali e psichiche, facendo ricorso alle armi della satira e della comicità, diretta eredità della farsa antica e della commedia dell’arte.
Nell’allestimento delle Albe la particolarità sta anche nel fatto che qui Arpagone – antico avaro che si va trasformando in un moderno finanziere – è Ermanna Montanari, che interpreta questo fantasma come un risibile angelo sterminatore e, insieme alla sapiente regia di Marco Martinelli imprime al gioco scenico un ritmo vitale e travolgente.