Debuttato a Spoleto nel settembre 2009 in occasione dei 70 anni del regista statunitense, il progetto Trilogia Horovitz - che riunisce tre atti unici - è nato dalla collaborazione di diverse realtà internazionali. I testi sono affidati a registi dalle provenienze eterogenee, proprio perché il filo rosso che li lega è il tema del pregiudizio razziale che si ripropone uguale a tutte le latitudini.
Il secondo e terzo titolo della trilogia, sono brevi spettacoli, riuniti in un'unica serata.Si svolge interamente nella stanza di un hotel a Beirut, durante la guerra tra Israele e gli Hezbollah del 2006. I personaggi sono quattro studenti di università americane, che si trovano in Libano per un periodo di vacanza-studio. Vista l'emergenza vengono radunati in questo luogo in attesa di essere evacuati. Tra loro scoppia un forte conflitto, che coinvolge in maniera particolare un ragazzo di origine ebraica e una ragazza nata in palestina.
Effetto MuroHorovitz ha scritto questo testo nel 2009 come risposta a un testo molto controverso della drammaturga inglese Caryl Churchill (Seven Jewish Children). Horovitz ha detto di Forti Recitazioni "è un testo assolutamente semplice e chiaro che vuole presentare una situazione della vita reale che non è assolutamente semplice e chiara." Un testo breve ma molto intenso. Due uomini, un soldato e un giovane professore universitario a cui è stata uccisa la famiglia durante l'attacco kamikaze su di un autobus, si incontrano all'alba di fronte a un posto di controllo militare del confine di fronte a Ramallah.