ELFO PUCCINI: Con Brie Fausto e Iaio ritornano a vivere

Per fare teatro non servono scene sontuose, recitazioni gigionesche o luci stratosferiche. Serve emozione. E di emozione in questo "Viva l'Italia. Le morti di Fausto e Iaio", testo di Roberto Scarpetti, regia di César Brie, all'Elfo Puccini fino a domenica 14, ce n'è tanta. È il "teatro povero" del regista che la sottolinea, l'accentua, la plasma, la dirige in questo delicato quanto palpitante racconto. In scena si alternano i personaggi "reali" di Fausto, di sua madre, del commissario della Digos, del giornalista dell'Unità, alle voci fuori campo che evocano altre storie fra cui quella di Iaio. Così i cinque attori – bravissimi tutti, ma fra loro spicca Alice Redini nel racconto della morte dei due giovani uccisi con 8 colpi di pistola il 18 marzo '78 in via Mancinelli – si vestono e si svestono di abiti insanguinati, reali o metaforici. I racconti si intrecciano sullo sfondo di un momento politico che ha fatto della strategia della tensione la sua bandiera. E la messinscena dimostra che la paura uccide più di quanto possano fare i proiettili. Così come uccide il silenzio. E allora eccolo uno spettacolo che ci aiuta a non dimenticare per non dover morire di nuovo. Assolutamente da vedere.

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