ELFO PUCCINI: Un Poe tecnologico per la rockstar Bruni

Se nelle mani di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia le inquietudini di Lewis Carroll si erano trasformate nella fantasia in technicolor di Alice Underground, ora i due registi dell'Elfo proseguono la loro ricerca ibrida tra fisicità, tecnologia e artigianalità antica del tratto disegnato con un nuovo, strabiliante oggetto scenico, ispirato agli scritti e alla vita di Edgar Allan Poe. Per Una serie di stravaganti vicende la coppia ha un complice in più, Teho Teardo, che con le sonorità dissonanti e gli echi tenebrosi delle sue composizioni dà, per stessa definizione degli autori, una fisionomia di suite teatral-musicale al lavoro. Lavoro che ha la forma misteriosa e conturbante di una scatola magica, macchina che riflette i riverberi tetri della mente ossessionata dello scrittore americano, morto a soli quarant'anni, nel 1849, per eccesso di droghe e alcol. Rinchiuso in un velario funebre di teli semitrasparenti che si fanno schermo per paurose proiezioni video in bianco e nero, Ferdinando Bruni, anche unico interprete, appare scalzo e con ali nere che presto si staccheranno per incombere su di lui e con il procedere del racconto-confessione diventeranno sagoma di un angelo-sposa, ombra pura ma non per questo meno terrificante della moglie scomparsa tragicamente. Ali di corvo, quello della celebre poesia che Bruni, in inglese, scompone in farfugli di sofferenza e delirio in una prova d'attore che, amplificata dal microfono, torna alle performance rock maledette (difatti canta anche, le ballate Annabel Lee e Ulalume) in cui lo ricordiamo anni fa, ad esempio nel Berkoff di Alla greca. Percorso da ombre mosse di onde, uccelli e nuvole, o mentre emerge dall'iride di un occhio buñueliano, è un titano pazzo d'infelicità in una fantasmagoria gotica che, pur proiettando lo spettatore negli abissi dell'anima, gli regala anche, nella composizione roboante e nelle citazioni di tanto cinema delle origini, da Murnau a Méliès, un godimento gustoso da film horror. Da vedere.

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