ELFO PUCCINI: Road Movie: un viaggio attraverso l'America, ma anche se stessi

Scenografia minimalista: una sedia in plexiglass, una valigia, un pianoforte, uno sgabello ed un violoncello. Un uomo entra, si siede sullo sgabello ed imbraccia il violoncello. Entra Angelo Di Genio, al Teatro Elfo Puccini comincia Road Movie.

Il monologo ha inizio con tono polemico. "Buona giornata", "come va?" e frasi da bumper stickers¹ (a mostrare fin da subito la larga presenza di elementi di pop culture americana): frasi che diciamo e sentiamo ogni giorno, frasi di circostanza che servono a farci accettare in questa società a cui non importa niente di nessuno. Una società dalla quale Joel, il protagonista, non si sente accettato a tal punto da definire, egli stesso, la sua omosessualità una malattia. Servirà l'incontro con Scott per consentirgli di cominciare ad accettarsi e per farci intraprendere un viaggio introspettivo attraverso gli Stati Uniti insieme a lui.

Angelo Di Genio, grazie ad un'ottima interpretazione, ci coinvolge in un viaggio attraverso le nostre emozioni e temi come la morte e la paura di amare, e lo fa interpretando anche tutti i personaggi che Joel incontra durante il suo viaggio da New York a Sausalito² per raggiungere il suo amato Scott.

La sceneggiatura di Godfrey Hamilton è molto dinamica e fresca, non manca l'ironia e la storia in generale ricorda molto "Belli e dannati" di Gus Van Sant. Magari l'omonimia tra Scott ed il personaggio interpretato da Keanu Reeves non è una casualità.

L'intero monologo è accompagnato da Antony Kevin Montanari che si alterna tra pianoforte e violoncello e fornisce i toni emozionali delle varie scene, e occasionalmente interagisce con Di Genio mediante sguardi o piccole battute.

Durante lo spettacolo, che è realizzato in collaborazione con la LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids), l'Aids è uno dei temi trattati e la lettura dei dati che Angelo Di Genio effettua alla fine di ogni spettacolo rafforza la capacità comunicativa del monologo dandogli immediatamente un riscontro reale.

Per certi versi è incredibile come questo spettacolo, con la sua semplicità, possa affrontare tematiche così vaste. Ma forse è proprio questo il vero messaggio: la vita va affrontata con semplicità. E l'essenza di questa filosofia è in questi versi di YMCA dei Village People cantati da Angelo Di Genio: "…you can get yourself cleaned, you can get a good meal, you can do whatever you feel…".

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