ELFO PUCCINI: "ROAD MOVIE", L'AMORE GAY NELL'AMERICA ANNI 90

Angelo di Genio si sta dimostrando uno degli attori giovani più talentuosi, versatili, dotati e brillanti degli ultimi 10 anni. Dopo il successo di History Boys e Morte di un commesso viaggiatore, sta dando l'ennesima prova della sua bravura in Road Movie, lo spettacolo che segna la sua consacrazione nel panorama teatrale italiano. Diretto da Sandro Mabellini su musiche di Daniele Rotella e in cartellone al Teatro Elfo Puccini di Milano fino a domenica 31 gennaio, l'opera scritta da Godfrey Hamilton vede Di Genio in scena da solo a interpretare tutti i personaggi mentre dialogano con il violoncellista e pianista Antony Kevin Montanari.

Road Movie è un testo che tocca le corde più profonde dell'animo: parla infatti d'amore, perdita e morte, tre elementi spesso legati tra loro in modo indissolubile. Ed è un amore omosessuale che vive e pulsa sullo sfondo dell'America degli Anni Novanta a caratterizzare tutta la vicenda: il protagonista è Joel, gay trentenne che intraprende un percorso coast to coast per raggiungere l'amato Scott, mentre sugli Stati Uniti incombe lo spettro dell'Aids. Un'avventura lunga cinque giorni che lo porterà a una serie di incontri destinati ad abbattere barriere, paure, pregiudizi e ad avvicinarlo di più al mondo che lo circonda. Un'esperienza che cambierà Joey radicalmente.

Per approfondire gli aspetti più importanti della pièce, Spettacolarmente ha incontrato e intervistato Angelo Di Genio.

"Quello di Joey è soprattutto un viaggio dentro se stesso, giusto?"
"Assolutamente sì. Il suo è un viaggio interiore durante il quale affronta le paure che gli impediscono di rapportarsi agli altri: la scarsa fiducia nel prossimo, la paura di amare, della malattia e della morte. Joel è un 35enne che vive a New York, fa il giornalista ed è molto stressato dal lavoro, da se stesso e da una società che lo spinge all'individualismo, a non avere molta empatia con le persone che gli stanno intorno e a non fidarsi di loro. La cosa fondamentale, però, è che lui confonde l'amore con il sesso: vorrebbe innamorarsi, ma alla fine è il sesso che cerca. Frequenta battuage e 'localacci' dove si lancia in rapporti occasionali che lo allontanano ancora di più dall'amore. Quando conosce Scott, un ragazzo di 28 anni, quindi più giovane di lui, le cose cambiano: Scott è un poeta californiano, è una persona molto spirituale, affettuosa, che crede nel cambiamento e nella condivisione. Quindi i due sono molto diversi. A Joel, dopo averlo conosciuto si apre un mondo: finalmente riesce a sbloccarsi e a uscire dal suo individualismo. Al punto tale che prende la macchina e decide di partire alla volta di San Francisco per raggiungerlo".

"Quanta solitudine c'è in questa storia?"
"In Joel ce n'è veramente tanta, ma affrontando questo viaggio incontra alcune madri che hanno perso i figli rimasti vittime dell'Aids. In quel periodo il virus dell'Hiv era ancora una vera e propria epidemia che decimava migliaia e migliaia di persone. Tutti sappiamo che ha falcidiato un'intera generazione di artisti. L'incontro con queste madri gli fa scoprire che, grazie alla condivisione, si possono affrontare in maniera diversa la morte, la malattia e le proprie paure, sentendosi così meno soli".

"Quanto somiglia all'Italia di oggi l'America degli Anni Novanta in cui si muove il tuo personaggio?"
"Nel fatto che i pregiudizi verso l'omosessualità e il diverso sono ancora molto diffusi, soprattutto in provincia. Abbiamo fatto molti passi avanti ma resta ancora tanto da fare, altrimenti non saremmo qui a combattere per le unioni civili e a cercare di far passare una legge che riconosca le coppie dello stesso sesso. Sono ancora in molti a non capire quanto possa essere positiva la diversità".

"Leggendo la storia di un amore gay ambientato in America, non ho potuto fare a meno di pensare a Brokeback Mountain, il film di Ang Lee che raccontava la relazione contrastata tra due cowboy negli Stati Uniti degli Anni Sessanta. C'è qualche somiglianza con Road Movie?"
"In 'Brokeback Mountain' la trama era incentrata sulla clandestinità di una storia d'amore e sull'impossibilità per i protagonisti di ritagliarsi un angolo di paradiso. In 'Road Movie' Joel e Scott sono invece due persone molto risolte nel vivere la propria sessualità, tanto che per Joel all'inizio è molto più facile buttarsi sul sesso 'mordi e fuggi' che su un amore per il quale ci vuole dedizione; Joel cerca l'amore, ma non riesce a investire su di esso perché il bisogno fisico è più forte. Come dice Scott nello spettacolo: 'È una strada accidentata con la fine sempre bene in vista'".

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