ELFO PUCCINI: ROAD MOVIE, LA PAURA DI AMARE

Ci sono diversi generi di viaggio. Quello per curiosare, esplorare, mettersi alla prova. Quello per fuggire, dimenticare, iniziare una nuova vita. Quello che per necessità o lavoro magari porta lontano dalle persone care accrescendone la distanza e un viaggio per raggiungere, esplorare, ricongiungersi, ritrovarsi. C'è un viaggio fisico in cui piedi, bicicletta, automobile, treno, sono i mezzi grazie ai quali esplorare un nuovo ambiente e un viaggio interiore, che fa del mondo lo specchio di noi stessi e rende luoghi inesplorati i moti più intimi dell'animo. Road Movie di Godfrey Hamilton, è tutte queste cose.

Interpretato da Angelo di Genio (Ubu per History Boys nel 2011) per la regia di Sandro Mabellini, racconta la storia di Joel, gay trentenne, duro di cuore e abituato a non dare peso agli affetti che si innamora di Scott e per riavvicinarsi a lui attraversa da un capo all'altro gli Stati Uniti sconfiggendo a poco a poco la propria paura di amare e raccogliendo le esperienze di persone incontrate sul tragitto. Scritto negli anni 90, quando il problema dell'AIDS era preso molto meno sottogamba, Road Movie è una storia d'amore trasversale, ci pone di fronte ai traumi della malattia, della perdita e della morte. Ma soprattutto ci invita a riflettere su quanto le distanza tra noi e gli altri o tra noi e i nostri desideri più profondi possano accorciarsi e infrangere paure e preconcetti allo scopo di restare uniti, nonostante la lontananza e grazie ai racconti di chi incontriamo sul nostro cammino, per amore.

Angelo di Genio è al suo primo spettacolo da solista e riesce a reggere magistralmente la sfida. Non solo è capace di interpretare con abilità sia la parte di Joel che la parte di Scott, ma dà forza ed intensità anche ai ruoli minori, plasmando sia personaggi maschili che femminili ed interpretando una variegata schiera di figure grazie ad un'espressione, una fisicità e un'intonazione di grandissimo livello. Uno spettacolo, così congegnato, che richiede uno sforzo recitativo non indifferente e permette a Di Genio di toccare le corde dello spettatore giocando su registri comici, tragici, battute serie o disincantate, ma pur sempre rappresentando un coraggio ed insieme una sofferenza che meritano di essere raccontate. Sandro Mabellini esalta gesti e parole con una regia essenziale e molto espressiva, giocata su poche luci, elementi scenici ridotti e Piero Salvatori, impeccabile violoncellista, completa l'opera con le musiche in scena eseguita con contrabbasso e pianoforte.

Se la prevenzione è solitamente associata alle cliniche o a sporadici spot pubblicitari, ecco uno spettacolo in grado di unire talento artistico ad un forte messaggio umano, politico e sociale, in grado di ricordarci che fare Arte non è solo un gioco ma, molto spesso, un impegno consapevole.

Un'ottima iniziativa, correlata allo spettacolo, è quella di proporre, in occasione della settimana europea dei test HIV salivare, una collaborazione con l'associazione Lila, che offre al pubblico dell'Elfo la possibilità di effettuare in sede il test salivare.

.