ELFO PUCCINI: Otello e l'uomo contemporaneo

Vedere questo Otello, con la regia di Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli, è come vedere questa tragedia per la prima volta; è la dimostrazione che ciò che fa la differenza non è necessariamente l'originalità della storia.

L'originalità nasce innanzitutto dal copione: Ferdinando Bruni con la sua splendida traduzione mostra di conoscere a fondo questa tragedia e, più in generale, di aver riconosciuto nelle opere del Bardo l'azione umana che le rende immortali. Un testo fresco, dunque, che sa essere aulico e irriverente; poetico e comicamente volgare: ci si ritrova a sorridere per una battuta anche in momenti di massimo pathos (e questo non rovina nulla, anzi…).

Certamente l'eccellenza di questo testo non poteva incontrarsi con interpreti migliori. Seguono, infatti, la regia alcuni tra i migliori attori del mondo dello spettacolo: Elio De Capitani stesso si cala nei panni di Otello e incontra in scena, tra gli altri, Federico Vanni (Iago), Camilla Semino Favro (Desdemona) e Angelo DI Genio (Cassio). Grazie a tutti i protagonisti della scena che si prestano al gioco di Shakespeare è possibile scoprire quanto intimamente ci riguarda questa storia di possesso, gelosia e potere; storia che l'uomo contemporaneo vive quotidianamente.

La bravura degli interpreti è sostenuta da una scenografia spettacolare, che meraviglia e abbaglia per la suggestività dei quadri che prendono forma scena dopo scena. Non meno importanti sono gli effetti audio e luce e le musiche originali di Silvia Colasanti: non creano solo atmosfera, contribuiscono in maniera sostanziale all'azione mimica e verbale. Il risultato di questa rilettura è un dramma che conduce alla scoperta dei motivi profondi per cui si compie la tragedia. Non è, infatti, solo la vendetta di Iago a muovere l'azione; ogni singolo personaggio si ritrova in qualche modo complice del triplice omicidio. È la logica con cui si muove ogni singolo individuo a determinare la violenza di cui spesso siamo testimoni: è quello che sembra suggerirci questo Otello.

È necessario arrivare al "sacrificio umano" che in Otello è evocato davanti ai nostri occhi, perché l'ordine sia ristabilito? La provocazione non manca.

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