ELFO PUCCINI: La palestra della felicità tra rinascite e paradossi

Un uomo e una donna. Che nel corso della messinscena "La palestra della felicità" al Teatro Filodrammatici fino a domenica, diventano una madre logorroica e un figlio ultra quarantenne fallito, una moglie sottomessa e un marito razzista, una coppia con la mania del fitness o, addirittura, un cagnolino e la sua improbabile padroncina.

Elena Russo Arman e Cristian Giammarini si muovono sul bel testo di Valentina Diana che gioca sui toni del grottesco e del surreale per dimostrare quanto il linguaggio abbia inquinato i rapporti interpersonali.

All’inizio dello spettacolo, infatti, la coppia è formata da due scimpanzè che si coccolano a vicenda. Diventando poi uomo e donna, i protagonisti dimostrano la necessità di "uccidersi" per "rinascere" ogni volta nelle loro relazioni in un continuum delicato e avvolgente. Non servono nemmeno i nomi: A e B si scambiano i ruoli di vittima e carnefice in un escalation di identità perdute e ritrovate attraverso i paradossi. Il tutto in una messinscena – la cui regia è firmata dalla stessa Russo Arman – in cui perfino una teiera parla con una zuccheriera. Da vedere.

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