ELFO PUCCINI: Emily canaglia!

"Emily sei una canaglia!". E' così che Samuel Bowles, giornalista americano, amico dei Dickinson, chiama la grande poetessa del New England che non vuole spingersi oltre il giardino di casa. Ed è una canaglia pure Elena Russo Arman che ha scritto, diretto e interpretato "La mia vita era un fucile carico" (Being Emily Dickinson) uno spettacolo visionario. Pazzesco. Bellissimo. Uno dei miei preferiti in assoluto. L'ho visto due volte. Ma lo vedrei ancora. Teatro Elfo Puccini riproponilo al più presto!

Elena Russo Arman sceglie l'obliquità. Va oltre ogni luogo comune legato al mito della Dickinson. Supera il giardino di casa Amherst. Salta ogni siepe. Per essere libera come un uccello. E occuparsi della circonferenza.
La grande poetessa sembra la protagonista di un videogame, una futuristica dama di Shalott venuta da un altro pianeta. Che risponde a comandi mentali, a voci superiori e a input musicali. Lo spettacolo è come un vulcano che erutta continue gemme di stupore. Un Vesuvio drammaturgico. Ci si sorprende quando Emily sparisce nella buca delle lettere. Quando si arrampica su una scala che sembra puntare al cielo, quando danza intorno a se stessa e alla sua poesia e quando le sue labbra diventano di granito.

Ad accompagnare Elena Russo Arman nell'universo poetico di Emily Dickinson c'è Alessandra Novaga, un'altra canaglia della scena, che con la sua chitarra elettrica scandisce il tempo dell'ispirazione, quello dell'estasi e quello della sofferenza.
Elena e Alessandra mentre evocano Susie, Vinnie e il signor Higginson, i pettirossi, i Nessuno così come i Qualcuno, fanno il nido nel cuore del pubblico. Le due protagoniste sembrano palline di un flipper che seguono un circuito imprevedibile. La scena diventa un vortice. "Uccidiamoci. Urliamo. Tanto stiamo solo recitando. Che male c'è!". Al termine ci rendiamo conto che nella vita è decisamente più prudente sognare.
"La mia vita era un fucile carico" sembra un incantesimo e di questo spettacolo posso garantirvi che sentiremo parlare le rane tutto giugno.

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