ELFO PUCCINI: Elena fa dimenticare la divina Liz Taylor. Prova artista

QUASI timidamente, senza vezzi né esibizionismi, Elena Russo Arman è diventata in questi anni una delle migliori attrici in circolazione sulle nostre scene, conquistate a partire dal suo apprendistato teatrale nella tribù degli elfi coltivando un talento multiforme che l'ha portata a confrontarsi con ruoli e personaggi tra i più diversi. Classici e contemporanei, vergini e puttane, mogli per bene e bad girls: la prostituta Roma B. di I rifiuti, la città e la morte, la leggiadra Ermia del Sogno di una notte di mezza estate, la dolente Vanja del Giardino dei ciliegi, la sbandata, stuprata Cate di Blasted, la splendida Harper, housewife zeppa di psicofarmaci e paure ma capace di visioni straordinarie di Angels in America, giusto per citarne qualcuno. Una galleria impressionante di personaggi per un'interprete non ancora quarantenne che ora si arricchisce di una nuova figura femminile, Catherine di Improvvisamente l'estate scorsa di Tennessee Williams nel rigoglioso allestimento di Elio De Capitani nel centenario della nascita dell'autore. E se il pensiero corre subito alla divina Liz Taylor nel film del '59 di Mankievicz, Russo Arman è talmente vibrante da far dimenticare ogni inutile confronto. Quando irrompe in scena (il magnifico lussureggiante giardino concepito da Carlo Sala) nella danza del leggero abito di chiffon bianco, i grandi occhi scuri sul volto preraffaellita, è subito chiaro che lo spettacolo è suo. Come suo è il personaggio della fragile, ribelle Catherine, che la terribile zia Violet vorrebbe far lobotomizzare per ridurla al silenzio in quanto unica testimone della scabrosa morte dell'adorato figlio Sebastian. A questa ragazza vittima del perbenismo sessuofobo di una società soffocante e rapace, Russo Arman regala un'interpretazione di commovente intensità: nello slancio e nella vitalità repressa, nel guizzo erotico e nel gesto nervoso, nella sofferenza e nel bisogno d'amore, nell'ostinazione disubbidiente e nello sguardo ferito. Del resto con Tennessee Williams il rapporto è antico, da quando è stata l'infelice, zoppa Laura di Zoo di vetro di cui Catherine potrebbe essere l'alter ego non addomesticato. Duttile e intuitiva, Russo Arman domina con carisma ma senza prepotenza uno spettacolo forse un po' troppo enfatico ma di sicuro impatto, anche grazie all'affiatamento di un cast da citare al completo (Cristina Crippa, Cristian Giammarini, Corinna Agustoni, Edoardo Ribatto, Sara, Borsarelli). Un'attrice di razza purissima, capace di sparire dietro il personaggio domandolo con il rigore della tecnica e la generosità della passione.

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