ELFO PUCCINI: Tennessee Williams, l'antimoralista

Tra un realismo e un naturalismo a forte valenza simbolica, il linguaggio di Tennessee Williams (100 anni dalla nascita) ha sempre attinto i suoi motivi nel Vecchio Sud di una America esteriormente puritana ma corrotta, con delle ossessioni che spesso assumono aspetti patologici.

La sua penna quasi sempre rivolta a drammatizzare i conflitti all'interno familiare, facendo affiorare verità spietate attraverso grandi personaggi soprattutto femminili. Così anche in «Improvvisamente l'estate scorsa», da cui venne tratto un celebre film (con Elizabeth Taylor e la Hepburn) e che ora Elio De Capitani presenta con grande spettacolarizzazione all'Elfo Puccini (fino al 29 maggio). L'azione a ruotare intorno alla strana e terribile morte del giovane Esteban, esteta quanto mai inquieto. Una morte addirittura cannibalesca come nella Baccanti di Euripide, il simbolismo qui guarda apertamente alla tragedia greca.

Testimone impotente di quella strana morte, la cugina Catherine, rimasta così sconvolta da essere rinchiusa in una clinica per malattie mentali. Vedova tutta dedita al culto del figlio, la zia Violet proprio per nascondere quell'atroce fine cerca di influenzare un giovane e ambizioso neochirurgo a porre fine con una lobotomia alle presunte allucinazioni di Catherine. Utilizzando il siero delle verità, il medico costringerà però a riconoscere che gli incubi della giovane sono il resoconto veritiero della verità. Un drammone!

Un testo ben congegnato che De Capitani rilegge in tutta la sua forza drammatica dentro uno cornice scenica grandiosa che rappresenta il giardino di una villa dalla lussureggiante flora subtropicale. Scene madri da teatro in cui una volta erano pasto dei grandi mattatori. Qui a rivaleggiare sono Cristina Crippa che si cala con buon mestiere nel tragico e visionario personaggio della madre e Elena Russo Arman, una Catherine indomita e che chiude il lavoro in un bel crescendo drammatico. Arbitro distaccato del duello nelle vesti del dottore un equilibrato Cristian Giammarini. Minore il ruolo svolto dai loro compagni.

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