ELFO PUCCINI: Frost contro Nixon, il duello tv rivive sul palco

Sarà perché in passato De Capitani ha vestito i panni di S.B. nel «Caimano» e il trucco/parrucco con doppiopetto un po' lo ricordano, oppure la tracotanza delle movenze, ma è qualcosa più di un vago richiamo che fa pensare al nostro, di ex Presidente, vedendo il «Frost/Nixon» messo in scena al Teatro Elfo Puccini da Elio De Capitani con Ferdinando Bruni, apologo sulle menzogne del potere e sul potere dei media.

Un parallelo che si affaccia fin da quando la voce narrante spiega come oggi non ci sia bisogno dell'intervento divino per portare alla rovina i potenti, poiché questi sono animati da un'audistruttività che li induce all'irreparabile. È la tracotanza del potere, così ben incarnata da Nixon quando dice: «Non è reato se lo fa il Presidente». Convinto della propria totale impunità si sente vittima di un'epica persecuzione nel caso se chiamato a rispondere di fatti che sono reati.

La storia di Richard Nixon è nota. «Frost/Nixon» racconta dell'intervista che egli concesse nel 1977 al giornalista televisivo inglese David Frost, nel tentativo di ricostruire la propria immagine e tornare alla ribalta.

È un Nixon agguerrito che affronta Frost: questi in 12 incontri si ripromette di sviscerare tutto dell'uomo e del politico, ma l'altro svicola e impone la propria verità. Almeno fino all'ultimo round, quando è costretto ad ammettere le proprie colpe (mai fatto prima) circa il Watergate e quanto ne conseguì.

De Capitani nei panni dell'ex Presidente Usa, Bruni in quelli fighetti del giornalista inglese, si scontrano magistralmente e danno alla pièce un bel taglio registico e ritmo sostenuto, bene adattando il testo che lo sceneggiatore e drammaturgo Peter Morgan trasse nel 2006 da quella serie di interviste e dai fatti che le precedettero.

Sulla scena londinese «Frost/Nixon» riscosse gran successo e divenne film per la regia di Ron Howard. In entrambi i casi avendo Michael Sheen e Frank Langella per protagonisti: interpreti rodati nei cui confronti i due italiani - pur meno mimetici - non si dimostrano mai da meno.

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