ELFO PUCCINI: Mani sporche mocassini bianchi

LA TRAPPOLA per topi è un salotto televisivo: in scena va la serrata intervista che il dimissionario presidente Richard Nixon concesse all'anchorman David Frost. "Frost/Nixon" è una pièce impeccabile di Peter Morgan (diventata pure film nel 2008), la cui prima messinscena italiana è firmata da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, che vestono anche i panni dei protagonisti senza scadere nel peloso manicheismo dei "buoni vs cattivi": l'uno è un presentatore modaiolo e rampante, più interessato a festicciole e fama che alla politica; l'altro è un leader "ferito e sospettoso", non un Truffaldino della Commedia dell'arte contemporanea.

È il 1977, in mondovisione si consuma "il primo caso di giornalismo-spettacolo", anche se lo spettacolo surclassa il giornalismo. Frost non è un cronista moraleggiante, ha la scaltrezza di arruolare la migliore squadra sul mercato: uno scrupoloso caporedattore, un reporter d'assalto, un biografo militante. E da bravo capocomico prova e riprova strategie, scaletta, domande; studia la postura, i toni della voce, la mimica facciale. Lo spettacolo dell'Elfo è altrettanto chirurgico e appassionato, dalle luci alle scene, dai costumi alle musiche; straordinari gli interpreti: oltre ai prim'attori, Alejandro Bruni Ocaña, Luca Toracca, Nicola Stravalaci, Andrea Germani, Matteo De Mojana, Claudia Coli. Nonostante poi l'attualità dei temi, la regia rifugge il taglio ideologico. Lo show basta a se stesso: è una scienza esatta, e la recita televisiva smaschera il politico bugiardo. Alla fine Nixon confesserà, ammettendo la propria colpa nell'affaire Watergate. Ma in questo allestimento magistrale, shakespeariano, è difficile non commuoversi per il presidente: De Capitani non è "Caimano" ma "Divo", e certo si vergogna di avere mani sporche e mocassini "così bianchi".

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