ELFO PUCCINI: DOVE SEI, O MUSA

Una dolce tensione mi ha permeato per tutto lo spettacolo. Dove sei, o musa, domanda ispiratrice di questo spettacolo, credo di averla trovata e sicuramente chi l'ha trovata è Elena Russo Arman.

Una musa tonda, grande, luminosa che smuove i mari e regola i mesi, sì è proprio lei la luna. Una luna illuminata dall'amore, non solo dalla luce. Chissà se anche William Shakespeare si lasciasse invadere dall'astro celeste?

La scena cupa e incolore, pervasa solo dal nero, dalle luci e dalla luna, da una natura spoglia ma presente, accompagna lo spettatore, inchiodato sulla sedia, in un viaggio attraverso ogni piccola o meglio grande sfaccettatura dell'amore.

Un dualismo assoluto, il bene e il male, o il male e il bene, pervadono lo spettacolo. La voce tesa e tormentata, quasi stridente, di Elena Russo Arman, incredibile interprete dei sonetti di Shakespeare, si unisce e viene accompagnata, duetta, con la dolcezza della melodia di John Dowland, suonata con passione da Alessandra Novaga.

Due artiste che, grazie a una ricerca accurata ed emozionante nei sonetti del Bardo, magistralmente effettuata dall'attrice e regista, ci portano e ci fanno cavalcare, cadere, rialzare, correre, sospendere, immergere in una serie di emozioni forti e profonde.

L'amore è un'avventura, la vita non può esistere senza essere vissuta appieno, a tal punto dall'entrare nel profondo delle emozioni che suscita. Shakespeare e questo spettacolo sono il frutto della vita vissuta intensamente, senza timore e con sincerità.

L'amore non si vede, scrive Shakespeare, ed Elena Russo Arman e Alessandra Novaga ce lo fanno capire dicendoci che però si sente nelle viscere, nelle ombre della mente e del cuore, tra le pieghe dell'apparenza e dell'essere, nella luce della verità.

Lo spettacolo è un continuo dialogo tra i versi dei sonetti e la musica dolce, leggiadra, raffinata e gioiosa di John Dowland, che compose originariamente per liuto e qui viene suonato dalla chitarra classica.

Non si possono non citare le scene di Eva Angeloro e Andrea Delorenzi, studenti dell'accademia di Brera, vincitori del concorso per la migliore scenografia da realizzare. Altrettanto precise e suadenti sono le luci studiate ad hoc da Roberta Faiolo, il tutto controllato e lasciato emergere dal tecnico delle luci e del suono Mattia Curcio. Tutti professionisti di estrema qualità che hanno calibrato e dosato uno spettacolo eccezionale, frutto di una circolarità di sentimenti che solo un'esistenza intensa e ricca di emozioni fanno vivere e trasmettere.

Nei miei versi resterà il tuo profumo scrive Shakespeare e recita Elena Russo Arman, questo è solo un breve assaggio del testo sorprendente e che soprattutto fa conoscere meglio se stessi.

Fatevi prendere e trasportare da questo spettacolo per arrivare alla dimensione di una danza circolare scandita da leggiadri minuetti.

Come dice il Bardo: nessuno sa come evitare il paradiso che porta a tale inferno. E se fosse il contrario?

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