ELFO PUCCINI: I sonetti di Shakespeare

La definizione più bella dei «Sonetti» del Bardo di sicuro l'ha trovata Wordsworth: «La chiave con la quale Shakespeare ha aperto il suo cuore». Vero che qualcun altro ha cercato di dimostrare come altro non sono che esercizi di un genere allora in gran moda. E però essi hanno una lucentezza, una eleganza formale che altri non conoscono. Per avvicinarsi alla loro grandezza bisogna tornare al «Canzoniere» di Petrarca. Non sappiamo, il mistero continua. da chi fossero ispirati e a chi indirizzati anche se il poeta li dedica a una oscura Dark Lady. Il fatto è che essi toccano, davvero il nostro cuore. E dell'amore tutto approfondiscono. La passione, ma anche le illusioni, i così i tradimenti e la ferite della separazione. La loro lettura apre orizzonti infiniti, ma forse ancora di più se ne coglie la magia se li ascoltiamo «recitati» dal vivo come avviene da parte di Elena Russo Arman alla Sala Bausch dell'Elfo.
Curioso.
In quella dedicata a Shakespeare si continua a rappresentare «Il sogno di una notte di mezza estate».

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