ELFO PUCCINI: Questa "Alice" sembra proprio un cartoon

Il programma che accompagna questa «Alice Underground», con in copertina qualcuno dei deliziosi disegni preparatori dello spettacolo schizzati da Ferdinando Bruni, insiste molto sui significati dell'opera di Lewis Carroll - scardinamento della logica, sovversione pedagogica, esplorazione psicoanalitica ecc. - e sull'influsso che ha avuto su letteratura, cinema, musica, arti visive ecc. ecc., ma in fondo non ce ne importa niente.

Un po' perché di «Alice» ci hanno già detto e ridetto in tanti; un po' perché quando uno va a vedere un'«Alice» la cosa che più gli sta a cuore è la rappresentazione, proprio la «visione», l'interpretazione del sogno. Interpretazione del sogno non in senso freudiano, però, ma in senso teatrale: come verrà messa in scena l'avventura nel Paese delle Meraviglie? Come ci verranno mostrate le cose e le persone del Mondo oltre lo Specchio, regione fluttuante, metamorfica, contraddittoria, paradossale, abitata da individui irritanti e sconcertanti?

E, soprattutto, sarà davvero un viaggio meraviglioso o sotto sotto finiremo con l'annoiarci, perché vedremo più o meno quello che ci aspettavamo di vedere? Ebbene, la risposta, nel caso di questo spettacolo, è: no, no, niente paura, sarà davvero un viaggio meraviglioso. Divertente, sorprendente, esilarante. Un'ora e mezzo di puro piacere visivo, di sorpresa continua, di suspence reiterata. Non solo: il mondo disegnato da Ferdinando Bruni, animato da Francesco Frongia (che l'ha trasformato in un vero e proprio cartone animato) e interpretato da una perfetta - perfettissima! - Elena Russo Arman nella parte di Alice e dal formidabile trio Bruni, Ida Marinelli, Matteo De Mojana in tutti gli altri ruoli, è un mondo magicamente «sovrapposto» come non l'avete mai visto a teatro. L'adattamento dal testo originale del solito Bruni è ottimo e fa ridere molto; anche gli attori si divertono un sacco. Alla fine, battimani scroscianti.

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