ELFO PUCCINI: L'Alice psichedelica dà le vertigini

Impresa delicata e ambiziosa, quella di portare a teatro l'Alice di Lewis Carroll. Personaggio tra i più enigmatici e attraenti, che presta il destro alle più svariate interpretazioni tanto da avere ispirato, una schiera infinita di romanzi, film, saggi psicanalitici, opere d'arte e album di musica pop. Lo sanno bene Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, che ne elencano alcuni nel libretto di sala del loro Alice Underground. Un'avventura teatrale esaltante e rischiosa.

TESTO
Brunie Frongia riscrivono il testo attingendo a personaggi e situazioni da entrambi i racconti di Carroll su Alice, Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1872). Così, vediamo la piccola protagonista sprofondare nella tana del coniglio bianco, ma anche passare attraverso lo specchio, prendere il tè con la lepre marzolina e incontrare il gatto sornione, ma anche l'uovo Humpty Dumpty,e perfino due personaggi che nei romanzi non ci sono, lo Spazio e il Tempo. Fin qui, niente di nuovo. Più inconsueto, specie a teatro, è il rifiuto di istituire una comoda figura di narratore, che leghi passaggi e avventure illogiche. Chei due registie autori, con scommessa spericolata, affidano alle sole immagini.

SCENOGRAFIA
Sono 300 i disegni ad acquarello che Bruni ha realizzato, e Frongia ha "animato", per creare una scenografia video dal gusto psichedelico - sottolineato dalle musiche dei Beatles - che è la vera essenza dello spettacolo. Le immagini prendono vita su una semplice scatola bianca, due quinte e una parete con botole, finestre e aperture da cui sbucano gli attori a figura intera, o solo parte di essi - un volto, delle braccia - in un'interazione perfetta tra corpo e visioni. Così, Alice può crescere a dismisura, con un gioco prospettico appare piccolissima o grandissima rispetto agli oggetti, prendono vita folli corse da ferma in un bosco surreale dove gli alberi hanno occhi e scarpe, gli esterni del palazzo della Duchessa diventano magicamente interni con cucine e portici in fuga. Il risultato è leggero, e insieme dà le vertigini e - senza suggerire con forzature esterne letture metafisiche - semplicemente immerge lo spettatore in un mondo capovolto, in un meraviglioso sogno ad occhi aperti.

INTERPRETAZIONE
Giocosa e piena di humour è l'interpretazione che gli attori danno dei loro bislacchi personaggi. Unica coi piedi per terra è l'Alice intelligente e piena di carattere di Elena Russo Arman. Gustosa è la Regina Rossa en travesti di Ferdinando Bruni, che si moltiplica in una schiera di personaggi come fanno Matteo De Mojana e Ida Marinelli, strepitosa Duchessa rock e esilarante vecchietta-Ghiro, ottimi e divertiti interpreti di uno spettacolo senza sbavature. Chapeau.

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