ELFO PUCCINI: Attori e disegni animati, illusione in scena

È uno spettacolo di lussureggiante inventiva, colorato, accattivante, fantasioso, raffinato, è una Alice nel paese delle meraviglie d'artista, quella che unisce in un magico gioco di interazione attori e disegni animati e permette alla fantasia di volare. È Alice underground, il titolo è quello della prima versione del capolavoro di Lewis Carroll, di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia registi e soprattutto autori.

Bruni ha disegnato Alice e il suo mondo in molti acquerelli. Frongia li ha poi trasferiti sul computer dando vita a una vivace proiezione continua sulle tre pareti bianche che delimitano lo spazio scenico, munite di alcuni buchi e sportelli in modo che gli attori, sporgendosi con un arto o con la sola testa, vengono catturati dalle immagini proiettate e «diventano» giganteschi, oppure piccolissimi. L'illusione è perfetta. Così tra scenografie di un immaginario colorato e inquieto, foreste con gli alberi a righe, teiere che piovono come gocce, onirici panorami di torte, Alice, la bravissima Elena Russo Arman, è una sognatrice caparbia, dalla logica non scontata. Ida Marinelli, Matteo De Mojana e lo stesso Bruni, molto bravi nei loro bizzarri costumi con le voci contraffatte dall'uso di microfoni, passano da un personaggio all'altro, dalla Regina Bianca al Cappellaio Matto, dal Bruco a Humpty Dumpty, dal Coniglio Bianco alla Lepre Marzolina, e altri.

I disegni animati sono la vera cifra espressiva di questo spettacolo, sono i mattoni con i quali è stato abilmente costruito, lo ritmano sapientemente, creando scenografie di un immaginario infantile sì, ma giustamente con qualcosa di troppo, quel troppo che è la misura nascosta dell'inquietante, di quel che di torbido e profondo questo testo nasconde in sé, caposaldo della fantasia in grado di sovvertire ogni logica e ogni ordine prestabilito.

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