ELFO PUCCINI: Alice, ovvero la forza eversiva della fantasia

Quando quasi 150 anni fa il diacono e matematico Charles Lutwidge Dodgson, meglio noto come Lewis Carroll, diede alle stampe il suo Alice nel paese delle meraviglie non pensava certo di aver scritto il più irresistibile apologo sulle infinite difficoltà del divenire adulto. E nemmeno immaginava che il suo libro avrebbe trovato infinite versioni teatrali, musicali, cinematografiche. Talune sorprendenti, altre da dimenticare. Non è tra quest'ultime quella che con il titolo Alice underground (titolo che rispecchia quello originale ma anche a indicare anche il regno sotterraneo dell'inconscio individuale e collettivo) allieta il pubblico del milanese Elfo/Puccini. E ciò per l'originalità della messinscena, vicina al cartoon disneyano ma un cartoon che rivela uno spirito tutto contemporaneo. Un cartoon d'altissimo artigianato, realizzato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia. Pittore e bravo disegnatore il primo a fornire ben trecento acquerelli; il secondo ad animarli con l'uso della più moderna tecnologia sul grande fondale da cui emergono i personaggi in carne e ossa. Non ne manca uno all'appello: dal Coniglio Bianco, dal Cappellaio Matto, dalla Lepre Marzolina, dal Gatto del Chishire che qui diventa sardonico in quanto sardo.

Rinverdiscono i due autori infatti il racconto con nonsense tutti italici ma Alice, accompagnata da mille fruscianti farfalle (felicissimo l'avvio) nel bosco delle sorprese, dove tutto si deforma e si trasforma, rimane sempre la stessa bambina curiosa che esce serena, vittoriosa dalla sua avventura. Ed è la bravissima Elena Russo Arman che, scarpe da tennis e gonnellino bianco, disegna una Alice godibilissima sempre in movimento che sfugge alla oleografia della bimba che guarda estatica i fatti e le cose ma si comporta da Gian Burrasca.
Tutto avvolto in una incantevole visionarietà, un sogno ma senza troppi incubi (anche se qualche piccola crudeltà é sotto traccia), lo spettacolo corre spedito di sorpresa in sorpresa sotto la forza eversiva della fantasia. Gradevoli sono gli inserti musicali (senza mai scivolare nelle stucchevolezze del musical), estrosi, bizzarri quanto è necessario i costumi. Tutto come nelle féerie di una volta ma qui aggiornata con i marchingegni di oggi, dove in scena (è anche questo è un piccolo miracolo) sono solo quattro interpreti che si moltiplicano in una falange di personaggi. Accanto alla protagonista, sono lo stesso Bruni (impagabile Regina Rossa), Matteo De Mojana (da Coniglio Bianco tuttofare a Unicorno) e Ida Marinelli la cui Regina Bianca è veramente da favola.

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