ELFO PUCCINI: Storia e Resistenza con occhi di donna

CON AMBIZIONE e perizia Agnese Grieco smonta e rimonta per il palcoscenico la monumentale "Storia" di Elsa Morante, romanzo che l'autrice stessa aveva definito "un atto d'accusa contro tutti i fascismi del mondo. E insieme una domanda urgente e disperata, che si rivolge a tutti, per un possibile risveglio comune". Lavorando di concerto con l'attrice Ida Marinelli e la mezzosoprano Anne Lisa Nathan, entrambe in scena, la regista e dramaturg ha confezionato un suggestivo recital, elegante amalgama di canto e narrazione, seduzioni poetiche, ingenuità popolane e infantile incanto. Non a caso il titolo, "Addèla Ole", è mutuato dal fantasioso lessico del gracile protagonista Useppe, che così storpia la "Bandiera Tricolore": filo rosso di questa riduzione è appunto la microstoria del bambino, nato dallo stupro di un soldato tedesco sulla mezza ebrea Ida, "figura divina, piccolo Buddha dostoevskijano, a passeggio per il quartiere Testaccio". Davanti al bel fondale dipinto di Ferdinando Bruni, unico elemento scenografico, si muovono aggraziate e dolenti Marinelli e Nathan: la prima affabula e recita la tragica saga della famiglia Mancuso, di sangue in parte "giudìo", dalle leggi razziali al dopoguerra; la seconda evoca la "genealogia musicale" dell'umile Ida, interpretando commossa Lieder sefarditi in lingua ladina e spagnola. La messinscena è pudica e femminile; un omaggio alla resistenza silenziosa e pervicace, persino nella follia, di una donna derelitta e dimessa: "Nei suoi grandi occhi a mandorla scuri c'era una dolcezza passiva, di una barbarie profondissima e incurabile. La stranezza di quegli occhi ricordava l'idiozia misteriosa degli animali, i quali non con la mente, ma con un senso dei loro corpi vulnerabili, 'sanno' il passato e il futuro di ogni destino. Chiamerei quel senso il senso del sacro: intendendosi, da loro, per sacro, il potere universale che può mangiarli e annientarli, per la loro colpa di essere nati".

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