ELFO PUCCINI: tennessee williams

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Tennessee Williams (Columbus, Mississippi, 1911 - New York, 1983), autore statunitense. Nacque e crebbe nello stato del Mississippi con un padre autoritario e maschilista, una madre ancora sotto choc per lo sfacelo del vecchio Sud, una sorella amatissima che finì in manicomio; e queste prime esperienze segnarono profondamente la sua vita e costituirono la materia prima del suo teatro. Esordì sulle scene nel 1940 con Battaglia di angeli – riscritto nel 1957 col titolo La calata d’Orfeo – che cadde prima del debutto a New York. S’impose cinque anni dopo con Zoo di vetro, variazione autobiografica sul tema del giovane che si stacca dalla famiglia e dalle sue tragedie per vivere la propria vita, presentata dal protagonista stesso con sospiri di nostalgia, cadenze di sogno e momenti di tenera ironia. Ma l’opera nella quale espresse per la prima volta il suo mondo fu Un tram chiamato desiderio (1947), imperniato su una donna sola e vulnerabile che cercava di sfuggire alla propria disperazione aggrappandosi alle immagini di un luminoso passato, forse mai esistito, e sognando un improbabile roseo futuro; Blanche, la protagonista di questo dramma, fu il primo dei grandi personaggi femminili offerti dall’autore ad attrici di temperamento, che ne determinarono il successo. La galleria comprende zitelle sfiorite come l’Alma di Estate e fumo, vedove che riscoprono la gioia di vivere come la Serafina di La rosa tatuata, donne tormentate e insoddisfatte come la Maggie di La gatta sul tetto che scotta, come la Lady della citata Calata d’Orfeo e la Principessa di La dolce ala della giovinezza, vittime di esperienze traumatiche come la Catharine di Improvvisamente l’estate scorsa, per citare solo i testi del periodo più significativo. Solo La notte dell’iguana (1961) aveva come protagonista un uomo, un prete spretato. Erano tutte figure determinate in qualche modo da repressioni o esuberanze sessuali, in drammi che si facevano man mano sempre più espliciti, toccando temi tabù come l’omosessualità, il cannibalismo, la castrazione, l’incesto. Williams negli anni Sessanta continuò a scrivere, ma senza la felicità espressiva e il successo di un tempo; precipitò nell’alcolismo e nella tossicodipendenza e fu più volte ricoverato. Tra le sue ultime opere Una bellissima domenica a Crève-Coeur (1978), messa in scena da Lorenzo Loris per il Teatro Out Off di Milano.

Ettore Capriolo

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