ELFO PUCCINI: invisibile kollettivo

  • invisibile kollettivo

Nel 2013 io e Nicola incontriamo Emmanuele Carrère al Festival della Letteratura di Mantova, riusciamo, tramite un'amica comune, a rubargli 10 minuti di tempo. Sembra un po' di stare fuori da un concerto di una rock star. Ci avviciniamo, lui ci accoglie con un gran sorriso, pronto con la penna in mano e rimane stranito vedendo che non abbiamo in mano il libro da fargli firmare "Siamo gli amici di Claudia, ci ha detto che potevamo parlarle di un progetto che avremmo su "L'Avversario".
I 10 minuti si riducono a 5, perché in realtà non abbiamo molto da dirgli; perché il progetto è ancora tutto nella nostra testa; siamo come due bambini che hanno deciso che il loro prossimo gioco è "facciamo che facevamo "L'avversario" in teatro e andiamo a dirlo a Carrère". E infatti a Carrère lo stiamo dicendo. Lui ci congeda dicendoci : "Per me potete fare ciò che volete…" e torna ai suoi fans.
Nel 2016 otteniamo una residenza al Teatro delle Moline di Bologna ed è proprio su "L'avversario" che vorremmo lavorare. Sappiamo che è un materiale delicato e che non possiamo essere in due, bisogna che ci siano più corpi, più voci; un vero e proprio gruppo di lavoro, come si faceva negli anni 70, un bel collettivo, con cui rincorrere l'utopia della democrazia nello spazio meno democratico del mondo: la sala prove.
Nel 2017 Elena Russo Arman, Franca Penone e Alessandro Mor accettano di lavorare al progetto: forse l'età, forse l'esperienza lavorativa accumulata negli anni, fanno si che si trovi da subito una dimensione di lavoro ideale.
A Bologna montiamo 35 minuti di materiali, ma ancora non sappiamo che futuro potrà avere questa "cosa".
Sempre nel 2017 Francesco Frongia si incuriosisce del lavoro; ama molto il libro di Carrère e ci chiede di vedere qualcosa. Esiste un video, una semplice ripresa fatta con un Iphone.
A Francesco piace e decide di cercare una collocazione all'interno della stagione 2017/18 dell'Elfo Puccini. La collocazione diventa una produzione dell'Elfo, con due settimane di repliche in sala Fassbinder.
Con altre tre sessioni di prove lo spettacolo è pronto per debuttare il 18 aprile. Ora, però, bisogna che il gruppo di lavoro sia identificabile. Ci vuole un nome, un nome anche legato a quello che stiamo facendo e ci sembra che Jean Claude Romand, il protagonista della storia di cronaca raccontata da Carrère, sia a tutti gli effetti un po' "invisibile" agli occhi di quelli che pensavano di conoscerlo.
Il collettivo è qualcosa che è un po' nella memoria della nostra generazione, pur avendo noi iniziato a lavorare in tempi in cui, oramai, anche i collettivi erano in via d'estinzione.
Così nasce INVISIBILE KOLLETTIVO, cioè (in o.a.) Elena Russo Arman, Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor e Franca Penone.
Lorenzo Fontana

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