ELFO PUCCINI: carlo sala

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Già durante gli studi accademici collabora con la compagnia del Teatro dell'Elfo firmando i costumi per Faust Game per la regia di C. Crippa e Il Servo di S. Maugham per la regia di Elio De Capitani. Contestualmente, come vincitore del Concorso Nazionale per giovani scenografi, nel 1983 lavora con V. Puecher nell'ambito del teatro d'opera realizzando La Boheme e altri allestimenti, tra i quali Simon Boccanegra (per il Maggio Fiorentino nel 1988), Cavalleria rusticana e L'heure Espagnole (per il Teatro V. Bellini a Catania nel 1985, Ciro in Babilonia nel 1988).

Tra la fine degli anni '80 e gli anni '90 numerosi incontri con registi e coreografi lo portano a spaziare dalla danza alla prosa, alla lirica. Preziose, in particolare, sono le collaborazioni con Italo Nunziata e Luciano Cannito. Per Italo Nunziata disegna scene e costumi per la messa in scena della Serva Padrona di G. B. Pergolesi, che vede il debutto di Daniela Dessì, Il Pirata di V. Bellini per il Festival di Martinafranca, La Cenerentola di G. Rossini a Spoleto (con il debutto di Sonia Ganassi), Maria Stuarda di Gaetano Donizetti al Teatro dell'Opera di Roma. Per Luciano Cannito disegna le scena di Marco Polo tratto da Le città invisibili di Italo Calvino per il festival Romaeuropa e di Amarcord con le musiche di Nino Rota che va in scena al Teatro di San Carlo a Napoli, poi al Teatro alla Scala di Milano e successivamente al Metropolitan Theatre di New York.

Sono anni molto importanti anche per l'intenso lavoro con il Teatro dell'Elfo e per le produzioni dirette da Elio De Capitani: firma i costumi de La Sposa di Messina di Schiller, andata in scena alle Orestiadi di Gibellina con l'installazione di Mimmo Paladino, le scene di Decandenze di Steven Berkoff (1993), di Amleto Principe di Danimarca di Shakespeare (1996), di Caligola di Camus, I Turcs tàl friùl di P. P. Pasolini per la Biennale teatro di Venezia nel 1997; poi Coefore ed Eumenidi di Eschilo e la trilogia Riva abbandonata - Materiale per Medea - Paesaggio con argonauti di H. Muller. Quella con la compagnia del Teatro dell'Elfo è la sua più longeva e proficua collaborazione, un legame che lo porta a sentirsi a casa nel teatro di via Ciro Menotti e poi in quello di corso Buenos Aires, parte attiva delle produzioni più importanti e premiate. Vanno ricordati innanzitutto i successi nel segno di Fassbinder, diretti a quattro mani da Bruni e De Capitani: di grande impatto sono la scenografia invasa dall'acqua della Bottega del caffè e quella de I rifiuti la città e la morte (con il fondale disegnato da Sergio Battarola). Sigla per Elio De Capitani le scene dello storico Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, di Improvvisamente l'estate scorsa di Tennessee Williams e le scene e i costumi di Tango americano di Rocco D'Onghia, di Morte di un commesso viaggiatore di Henry Miller. Affianca De Capitani nelle sue incursioni nel teatro d'opera come Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi e La vera costanza di J. Haydn (coproduzioni internazionali). Firma le scene di Angels in America, pluripremiato spettacolo diretto da Bruni e De Capitani (2007) e le scene e i costumi di Afghanistan: Il grande gioco e Enduring freedom (2017). Tra gli spettacoli recenti e imminenti si segnalano anche Otello di Shakespeare diretto da Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli (2016) e In piedi nel caos di Véronique Olmi (2020), regia di De Capitani. Per Lisa Ferlazzo Natoli nel 2019 disegna la scena di When the rain stop falling di A. Bovell, prima parte di una collaborazione triennale con Emilia Romagna Teatro ERT.

Grazie al Teatro dell'Elfo nasce anche la collaborazione con Marco Baliani: nel 1996 mette in scena Lola che dilati la camicia, dello stesso Baliani, con Cristina Crippa e Patricia Savastano. L'incontro con Baliani, oltre che di un'amicizia, è foriero di molte produzioni, quasi delle avventure, che lo portano a mettere insieme in scena La seconda vita di san francesco di J. Saramago al Teatro Argentina di Roma (2000), Ellis island, opera di Giovanni Sollima per il Teatro Massimo di Palermo, Lo straniero di A. Camus con la regia di Maria Maglietta per il Fabbricone di Prato, La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati per l'Accademia di Santa Cecilia, con gli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Brera (2012), Corpi Eretici e Il sogno di una cosa, due opere di Mauro Montalbetti, fino ad arrivare a disegnare scene e costumi per I sette contro Tebe, per l'INDA, al Teatro greco di Siracusa (2017) dove firma anche scene e costumi per Le Fenicie con la regia di Valerio Binasco. Un'altra amicizia sfociata in un rapporto di lavoro è quella con Renato Sarti e il suo Teatro della Cooperativa: con lui mette in scena Ritter Dene Voss di T. Bernhard a Io Santo tu Beato, scritto dallo stesso Sarti come Muri, con Giulia Lazzarini, e infine Matilde per il Piccolo teatro di Milano.

Ha lavorato con altri registi, sia nell'ambito del teatro di prosa che del teatro d'opera. Tra questi Toni Servillo, per il quale disegna la scena di Trilogia della villeggiatura di Goldoni, una produzione del Piccolo Teatro di Milano, e Stefano Mazzonis Di Pralafera, per il quale crea le scene della Bohème di Giacomo Puccini e dell'Otello di Giuseppe Verdi, coproduzioni internazionali tra le Theatre de Wallonie e il Teatro nazionale di Tel Aviv.

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