ELFO PUCCINI: Leonardo, i leonardeschi e gli angeli musicanti

  • Leonardo, i leonardeschi e gli angeli musicanti

A 500 anni dalla morte di Leonardo, avvenuta il 2 maggio 1519, lo Spazio Atelier dell'Elfo Puccini si apre a ospitare una preziosa esposizione di strumenti musicali, costruiti dal maestro liutaio Michele Sangineto. La mostra è programmata in concomitanza con lo spettacolo Leonardo, che genio! ed è visitabile tutti i pomeriggi dalle 15.00.

Michele Sangineto, originario della Calabria e Monzese di adozione, da oltre 40 anni si occupa di costruire strumenti musicali della tradizione europea. Dal 2010 intraprende l'avventura di riprodurre fedelmente strumenti raffigurati in dipinti, affreschi e schizzi di grandi maestri dal Medioevo al Rinascimento.

La mostra proposta all'Elfo Puccini presenta tre esemplari tratti dalle opere di Leonardo e undici tratti da affreschi e disegni di maestri pittori del Rinascimento italiano. Gli esemplari leonardeschi ricostruiscono gli schizzi del foglio 76r compreso nel II Codice di Madrid, riguardanti uno studio sugli strumenti musicali che producono 'suono continuo': ecco quindi l'organo di carta, la piva a vento continuo, la viola organista. A questi si aggiunge la Lira, non rappresentata graficamente ma citata da Giorgio Vasari nel suo libro "Delle vite de' pittori scultori et architettori".

Tra gli altri esemplari in mostra: il galoucorde e una tromba marina raffigurati dal pittore fiorentino Piero di Cosimo (1462-1522) ne La liberazione di Andromeda (Uffizi di Firenze); la cornamusa raffigurata da Filippino Lippi nella Cappella dedicata al cardinale Oliviero Carafa in Santa Maria sopra Minerva a Roma; gli strumenti rappresentati da Gaudenzio Ferrari (1480-1546) nel Santuario della Beata Vergine dei Miracoli a Saronno. E ancora un organistrum, strumento arcaico precursore della ghironda, nella rappresentazione della scultura presente sul Portico della Gloria della Cattedrale di Santiago di Compostela ad opera del Maestro Mateo (XII secolo). Infine uno strumento unico nelle rappresentazioni pittoriche, dipinto dal pittore Giorgione (1477-1510) nel Fregio delle arti liberali presente nella sua casa a Castelfranco Veneto, con una caratteristica forma di arpa che mostra una meccanica di clavicembalo a corde pizzicate. Sangineto l'ha costruito, dandogli il nome di "claviarpa".

Protagonisti assoluti della mostra sono dunque questi singolari strumenti, plasmati dal legno in morfologie accattivanti. Sono corredati da pannelli esplicativi che li mettono a confronto con l'originale iconografico e da un video che esemplifica come "suonano".

L'arte figurativa italiana ed europea dal Medioevo al Rinascimento è ricca di curiose immagini di strumenti: taluni, ampiamente documentati, hanno conosciuto una lenta evoluzione nei secoli e sono sopravvissuti fino ad oggi; altri hanno avuto un impiego limitato nel tempo e sono caduti in disuso; altri ancora, frutto di invenzione, non sono stati mai realizzati e rimangono prodotti dell'intelletto abbozzati su carta.

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• Orari: 29 e 30 aprile: 15:00-18:30 / 2, 3 e 4 maggio: 15:00-19:30
• Ingresso libero
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