ELFO PUCCINI: Viaggio agli inferni del secolo

  • Viaggio agli inferni del secolo

"Per chi immagina un inferno moderno, la città è evidentemente più adatta ad ambientarlo che non una campagna o una montagna. Non lo si può mettere neanche in riva al mare... Anzi, sarebbe venuto meno qualsiasi interesse mio di raccontare una storia già raccontata tante volte se non avessi avuto questa idea, che consiste nel rappresentare l'Inferno nella vita stessa che stiamo facendo tutti quanti! Perché ormai viviamo tutti quanti nelle città... Ed è nelle città che si trova questo affanno - più che angoscia, perché le angosce ci sono dappertutto - tipico della vita moderna". Così Dino Buzzati, nella lunga intervista rilasciata pochi mesi prima di morire allo studioso francese Yves Panafieu spiegava la genesi e il senso più profondo di "Viaggio agli inferni del secolo", il lungo racconto uscito a puntate sul Corriere della Sera tra l'aprile e il maggio 1964 e raccolto due anni dopo nell'antologia "Il Colombre e altri racconti".

Ispirato dalla visita alla metropolitana di Milano, inaugurata proprio nel 1964, il racconto parte dalla scoperta durante i lavori di scavo nella stazione di piazza Amendola di una piccola porta che conduce all'inferno. Sarà lo stesso Dino Buzzati che, nelle vesti di protagonista del racconto, verrà incaricato dal direttore del quotidiano per cui lavora (naturale il riferimento al Corriere della Sera) di varcare quella soglia andando alla scoperta dell'inferno. Vi troverà un mondo identico a quello in cui viviamo - trasfigurazione delle nostre città - con auto, luce elettrica, automobili, bar e cinema; un inferno lontano da quello immaginato da Dante, abitato da persone in carne e ossa, "pallide, svuotate, castigate e vinte", vestite come noi e imprigionate in un gigantesco ingorgo di cui non si vede la fine. Troverà le "diavolesse", capeggiate dalla signora Belzeboth: moderne amazzoni che manovrano i destini dei dannati da una sala di comando. Troverà la parte oscura di se stesso, solitudini e crudeltà.

Questo racconto, giocato buzzatianamente sul confine tra realtà e fantasia, tra simile e verosimile - è il 37 aprile quando il protagonista viene chiamato nell'ufficio del direttore -, arriva ora a teatro in una rappresentazione al buio a opera di Gianfelice Facchetti e Stefano Covri. I quali, dopo aver raccontato Milano con la sua storia, i personaggi, i quartieri, portano a Dialogo al buio una Milano infernale, eppure tanto vicina a quella in cui viviamo quotidianamente da sembrare a tratti la stessa.

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• Orari: ore 21:00 presentarsi 30 minuti prima. A spettacolo iniziato non è consentito l'ingresso
• Prezzi: 20 euro con prenotazione obbligatoria - ridotto abbonati elfo puccini euro 15
• Info e prenotazioni: tel. 02 76394478 - segreteria.dialogonelbuio [at] istciechimilano.it - www.dialogonelbuio.org
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