ELFO PUCCINI: le vie del cinema - per mariangela melato

  • le vie del cinema - per mariangela melato

Da venerdì 12 a giovedì 18 giugno, le sale cinematografiche milanesi presentano una ricca selezione di film dal 68° Festival di Cannes e dalla Quinzaine des Réalisateurs, e alcuni titoli da altri festival internazionali.

L'edizione 2015 de le vie del cinema è idealmente dedicata a Mariangela Melato, il cui volto è l'immagine della manifestazione.
Cannes e dintorni si chiuderà con una serata speciale in ricordo della straordinaria attrice milanese. Per l'occasione verrà proiettato Il dolore, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Genova, diretto da Massimo Luconi, ultima intensa interpretazione di Mariangela Melato.

IL DOLORE
di Marguerite Duras
regia Massimo Luconi
con Mariangela Melato
produzione Teatro Stabile di Genova in collaborazione con Maggio Musicale Fiorentino
durata 70 minuti

Non si tratta di un testo teatrale, ma di un diario-romanzo che Marguerite Duras scrisse in prima persona, prendendo spunto da un drammatico periodo della sua vita. Entrata insieme con il marito Robert Antelme nella Resistenza antinazista (il loro gruppo era comandato da François Mitterand), la Duras trascorse, infatti, i lunghi mesi tra il giugno 1944 e il periodo immediatamente seguente la fine della guerra in attesa del marito, arrestato con la sorella dai nazisti e deportato a Dachau.
È in questa cornice storica che si consuma una tragedia insieme personale e universale. In una Parigi primaverile, in festa per la fine del conflitto mondiale, Marguerite si aggira sconvolta, come molte altre donne dei prigionieri e dei deportati che attendono notizie dei loro uomini.
Ansia e speranza, gioia e dolore; ma intanto l'esistenza di ogni giorno prosegue, perché – dice la Duras – si è costretti comunque a vivere.
«L'attesa in cui vive la protagonista di Il dolore – dice Mariangela Melato – è identica a quella di tutte le donne che aspettano, non solo in un momento di guerra, ma nei momenti di abbandono, di sofferenza interiore, e testimonia una capacità di sopportazione tipicamente femminile che mi ha molto colpito. Non mi interessa tanto il racconto, la narrazione della storia, ma la descrizione dello stato d'animo della protagonista, che è comune a tante donne, quel sapere attendere, quel rimuginare sull'attesa, quell'essere fragilissime nella sensazione dell'abbandono, della paura del dolore, ma insieme in realtà tenaci come solo le donne sanno essere».

Intervista a Enrico Signorelli su "Le vie del cinema" 2015 [video youtube.com]

Vivimilano (Corriere della Sera) 10-06-2015
Fuori EXPO - SERATA SPECIALE ALL'«ELF0 PUCCINI»
Un monologo per Mariangela
Il monologo di Marguerite Duras, che la Melato recitò con intensità irripetibile allo Stabile di Genova nel 2010 rappresentò una tappa della ricerca nella profondità dell'animo femminile dopo «L'anima buona di Sezuan»: «E' come se la protagonista aprisse la sua scatola cranica», diceva Mariangela.
Purtroppo l'attrice, che molto teneva a portare il testo della Duras a Milano, pur avendolo programmato, non ce la fece. Oggi, complice l'omaggio dí giovedì 18 che la sua città le rende in occasione MELATO IN «IL DOLORE» di «Cannes a Milano», «Il dolore» viene proiettato al Teatro Elfo Puccini alla presenza di due registi che le furono cari, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni e che con lei fecero Brecht e Tennessee Williams.
Occasione per ammirare non solo la bravura riconosciuta ma lo sforzo estremo che Mariangela, già malata, fece per impersonare l'angoscia, quasi autobiografica per la scrittrice francese, di questa donna che a Parigi attende il ritorno a casa del marito dalla guerra.
«Solo oggi dice la sorella Anna Melato capisco la totale dedizione di Mariangela per questo spettacolo». Diretto da Massimo Luconi, il monologo mescola i pensieri di una donna, i sussurri e le grida, il lavoro invisibile dell'inconscio: in ciascuna di queste operazioni la nostra attrice, di cui siamo inconsolabili orfani, metteva il meglio del suo «sentire» emotivo, dedicando «II dolore» all'attesa di tutte le donne del mondo ed in particolare a quelle che restano a casa ad spettare la fine di una guerra.
In questo modo la sincerità della scrittura, addirittura l'«impudicizia» del vissuto, raddoppia e si triplica nel dolore della Duras, sceneggiatrice di Resnais della nouvelle vague, e di Mariangela attrice giunta al finale della sua trionfante partita di attrice e donna.
«La realtà e l'immaginazione», disse la Duras che assemblò nel «Dolore» una serie di scritti risalenti al periodo 1944-45, «si fondono nella globalità dell'istante vissuto». In una scenografia in bilico tra realismo e ossessione che è già racconto, la Melato è straordinaria ed ogni sera andava in scena consapevole che «questa tragedia non si capisce se la colpa non viene condivisa, perché riguarda l'umanità intera, resta e vive per sempre, pubblica e privata».
Maurizio Porro

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• Per partecipare alla serata a ingresso libero occorre ritirare l'invito presso l'Infopoint Apollo spazioCinema (Galleria de Cristoforis, 3) da domenica 14 a martedì 16 giugno (dalle ore 12:30 alle ore 20:00) e consegnarlo al personale del Teatro la sera della proiezione. L'ingresso al Teatro sarà consentito dalle ore 20:00
• Info: www.lombardiaspettacolo.com
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