ELFO PUCCINI: domino maratona

  • domino maratona

Guardando l'atteggiamento delle persone di disinteresse, di disgusto verso gli altri nell’Italia di oggi, così avara con i giovani e con l’arte, abbiamo deciso di dar voce a DOMINO. I personaggi che vedrete vivono DOMINANDO sugli altri. Il lavoro racconta quello che succede nelle relazioni tra le persone e cerca di capire come stare nella partita del nostro presente e rimanere in piedi. 5 attori che abiteranno il palco per tutta la durata della messa in scena. 4 spettacoli. 24 personaggi. 24 vite.

HUIS CLOS - Porta Chiusa
di J.P. Sartre
traduzione di Massimo Bontempelli
Regia Manuel Capraro
Benvenuti. Benvenuti in un luogo creato su misura. Uno spazio costruito apposta per noi. Un edificio dove entra la vita di tutti i giorni e porta con sé il nostro modo di comportarci: primeggiare, anteporci, metterci in competizione, in paragone. Siamo tanti bambini che vogliono l'attenzione e il giocattolo tutto per loro. Gli altri sono esseri da schiacciare, da umiliare. Abbiamo però una gran paura del giudizio che loro hanno di noi.... ma non possiamo proprio farne a meno. Questo giudizio ci identifica, ci qualifica. Tendiamo a mostrarci e farci conoscere, senza in realtà conoscerci, senza avere il ben che minimo interesse a conoscere l'altro. Vogliamo solamente affermarci. DOMINARE. Senza rendercene conto creiamo il nostro inferno. E non ne usciamo più. Creiamo un circolo vizioso in cui la nostra identità è annullata, è assoggettata all'idea che gli altri, pensano di noi. Rimarremo incastrati e attorcigliati in fili invisibili che ci bloccheranno dentro questo spaventoso teatrino che ci rispecchia, che mette in luce ciò che realmente siamo e che ci farà agonizzare per sempre.

L'AMANTE
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
Regia Irene Di Lelio
Un matrimonio che sta stretto addosso. Un tradimento continuo per sentirsi liberi. Per respirare. Un ragazzo e una ragazza incastrati in questo incessante gioco di ruoli che li trascina fuori dal tempo e dallo spazio. La fantasia li trasporta e li costringe in un passato che non c'è mai stato, ma che diventa reale appena è citato. Una relazione fatta d'incontri fittizi, irreali, come quelli che invadono e monopolizzano il web. Due personaggi che ambiscono all'amore ma che scavando nell'altro trovano solo facce che non conoscevano. Uno SHOW incessante per convincere l'altro che quello che hanno è importante. La nevrosi che li rende così attivi li fa scoppiare. Non si riconoscono. Non si capiscono più. Riconoscono solo il gioco di potere che fanno per distruggere l'altro, per schiacciarlo. Un gioco di DOMINIO continuo che li porta davanti a una scelta: resistere e inventarsi nuove relazioni, nuove maschere, nuove regole oppure interrompere la partita e far scivolare tutto via.

FABRIZIO
scritto e diretto da Manuel Capraro
Questo spettacolo è l'ultimo ballo, l'ultimo delirio, l'ultimo urlo di un giovane uomo che ha perso tutto, che è rimasto solo ed è stato rinnegato da un mondo che lo schiaccia, lo DOMINA e lo vomita, perché soddisfatto della propria ignoranza e del proprio egoismo. Lo stesso mondo in cui l'unica cosa che conta è il denaro, in cui i sentimenti, le emozioni, la musica, il movimento non sono concessi. FABRIZIO è la necessità di aggrapparsi a qualcosa di profondo ed eterno in questo marasma di delusioni e sconfitte che oggi ci circonda. La scena è coperta di bidoni della spazzatura colorati. La sua immaginazione e le sue allucinazioni ci traghettano all'interno dei ricordi e ci fanno entrare nel Burlesque Club del suo grande amore, la star: Mirandolina. FABRIZIO è il grido di una generazione che non si arrende e che lotterà fino all'autodistruzione. Atto unico che si ispira e reinterpreta alcuni personaggi e tematiche de “La Locandiera” di C.Goldoni.

IL RINOCERONTE
di Eugène Ionesco
traduzione di Giorgio Buridan
Regia Irene Di Lelio
Un'epidemia prende corpo. Lentamente si disegna dentro gli organi delle persone, modifica il loro Essere, la loro forma "mostruosa" di uomini. Esplodono le rivendicazioni di ansie e angosce che reprimono, che li schiacciano. Il rinoceronte, a discapito dell'uomo, è la novità, la bellezza, la soluzione ai problemi. Un Universo al contrario, dove vince l'istinto, la rivalsa, la superficialità di giudizio. Le relazioni diventano primordiali, senza coinvolgimento mentale, emotivo. L'inquietudine, la malinconia e la paura del senso del nostro esistere, è messa all'angolo, è annullata. La forza, l'arroganza, la voglia di schiacciare e DOMINARE gli altri, primeggia. Bérenger è circondato dalle sue paure che lo ingoiano e lo risucchiano. Una realtà inventata, assurda è la metafora della mancanza di giudizio che pervade il nostro secolo. Come in un sogno, in un incubo, Bérenger sceglie le maschere che i personaggi indosseranno per umiliarlo e poi schiacciarlo. Una grande allucinazione che lo condiziona, lo ingloba dentro le sue paure esistenziali che prendono corpo e pulsano davanti ai suoi occhi.

↑ torna su ↑
• Prezzi: posto unico € 36.50
• Info: Progetto Domino on Facebook
.