ELFO PUCCINI: Ermanna Montanari:
fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe

  • Ermanna Montanari:
    fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe

Ermanna Montanari, co-fondatrice del Teatro delle Albe e tre volte premio Ubu come "miglior attrice" italiana, è ora la protagonista di un ampio e denso studio, Ermanna Montanari: fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe, edizioni Titivillus (in libreria dall'11 febbraio). Glielo dedica Laura Mariani, docente di Teatro moderno e contemporaneo e Storia dell'attore all'Università di Bologna, interprete sensibile di artiste della scena come Sarah Bernhardt, Giacinta Pezzana, Eleonora Duse.

Dalla premessa di Laura Mariani: «[…] Il libro si articola in due parti. Il primo viaggio inizia, come si conviene, dall'adolescenza della protagonista, dalla formazione della coppia e del gruppo, dal loro apprendistato più che decennale, alla fine del quale Ermanna è un'attrice formata, con un suo linguaggio, in una compagine affermata. La seconda parte del libro si apre con un capitolo di suoi scritti: su Campiano, come luogo originario di cui l'arte si alimenta, i primi mentre l'ultimo, in forma di lapide, elenca le sue figure di riferimento. È un passaggio necessario per entrare dentro il suo lavoro scenico maturo. Per affrontarlo mi sono servita del concetto di canzoniere, come è stato proposto da Mirella Schino per indagare il teatro di Eleonora Duse, il suo mistero di attrice capace di stordire il pubblico con turbamenti ineffabili ma anche molto reali, dovuti a un mestiere saldamente posseduto. Il termine rimanda evidentemente all'alta poesia amorosa e alle moderne canzoni intese come momenti singoli di una raccolta, e avvicina dunque l'artista teatrale al poeta e al cantante popolare, ma Schino lo lega soprattutto al concetto ottocentesco di repertorio. Nelle mani degli attori più grandi il repertorio non è una semplice somma delle parti interpretate ma un'unità: una sorta di mondo parallelo allo spettacolo di volta in volta presentato in cui convivono le esperienze precedenti: «Come se i singoli frammenti e i singoli personaggi delle diverse pièces fossero le parti emergenti, le diverse fasi di sviluppo di un grande ciclo sommerso. […] Un poema per frammenti». Vedremo così il canzoniere di Ermanna animarsi di pulzelle che sentono voci e di donne di terra dalle potenti passioni, figure inquietanti in un piccolo corpo magnetico e sonoro, insofferente dei contorni ma variamente costretto, per incontrare carnalmente altri modi di essere: femminili, maschili, animali. Ogni figura scenica nel suo qui e ora evoca fantasmi compressi nel corpo dell'attrice e, più o meno consapevolmente, nella memoria di spettatrici e spettatori, mostrando nei fatti che di un linguaggio sessuato si tratta e che del protagonismo femminile il teatro non può fare a meno […]».

Dalla quarta di copertina: «Ermanna Montanari: il corpo minuto che ingigantisce sul palcoscenico e un volto magnetico capace di intensità femminili come di inquietanti sconfinamenti; la voce che crea figure sceniche e si fa strumento musicale; un linguaggio originale che abbraccia la scena tutta; una precisione orientale e il magma di un'infanzia mai domata, che parla la lingua del sogno e ha il suono enigmatico del dialetto.
Laura Mariani, sottile analista del teatro e della memoria, la ritrae nell'intreccio tra arte e vita, in relazione con Marco Martinelli, regista e drammaturgo, col quale forma una coppia dalle complesse alchimie; e ne indaga la figura attraverso testimonianze e immagini, appunti inediti e tracce dei percorsi di creazione.
Un viaggio narrativo – racconto biografico, ritratto d'artista, cronaca di un diventare – per guardare in filigrana la materia prima di un'attrice e del teatro nel suo farsi.»

Nel volume è contenuto un apparato iconografico molto significativo: fotografie teatrali, locandine e fotogrammi cinematografici frutto di diversi approcci stilistici al lavoro dell'attrice, firmati tra gli altri da Silvia Lelli, Enrico Fedrigoli, Marco Caselli Nirmal, Claire Pasquier, Tommaso Le Pera, Giampiero Corelli e Massimo Fiorentini.
Laura Mariani, insegna Teatro moderno e contemporaneo e Storia dell'attore all'Università di Bologna. Ha pubblicato Sarah Bernhardt, Colette e l'arte del travestimento (il Mulino, Bologna 1997), L'attrice del cuore. Storia di Giacinta Pezzana attraverso le lettere (Le Lettere, Firenze 2005) e, insieme a Claudio Meldolesi e Angela Malfitano, La terza vita di Leo. Gli ultimi vent'anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna (Titivillus, Corazzano 2010). Si è formata nell'ambito della Storia orale e della Storia delle donne, come testimonia il suo primo libro: Quelle dell'idea. Storie di detenute politiche. 1927-1948 (De Donato, Bari 1982. Premio Letterario Nazionale "Vittime e Martiri di Sant'Anna di Stazzema"). Ha appena curato, con Mirella Schino e Ferdinando Taviani, per Bulzoni Pensare l'attore, una raccolta di saggi di Claudio Meldolesi sull'arte e sul mestiere dell'attore.

↑ torna su ↑
• Info: www.titivillus.it
.